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Due rapine in poche ore a Mestre: finisce in manette una coppia di trasfertisti napoletani

Uno dei malviventi è già in arresto per l'assalto alla tabaccheria di via Castellana di maggio. Una settimana prima con un complice raid alle Poste e da un tabaccaio a Carpenedo

Non appena è giunto l'ordine di cattura gli uomini della squadra mobile di Napoli, martedì mattina, l'hanno raggiunto e gli hanno stretto le manette ai polsi. Finiscono in carcere i presunti autori delle rapine perpetrate il 28 aprile scorso nella tabaccheria di piazza Carpenedo e nell'ufficio postale di via Bottenigo a Marghera. O meglio, uno dei due malviventi era già detenuto per l'assalto armato del 5 maggio scorso ai danni di una tabaccheria in via Castellana a Mestre, per la quale sono state già eseguite 3 ordinanze di custodia cautelare.

LA RAPINA DI MAGGIO

Si tratta di G.B., napoletano di 37 anni, che al tempo finì in carcere assieme a C.T., complice durante quella razzia. Gli uomini della squadra mobile di Venezia, però, riuscirono in pochi minuti a individuare l'auto utilizzata dai rapinatori durante la fuga: era parcheggiata in via del Gazzato col motore caldo. Una Suzuki rossa poi pedinata e fermata in Emilia-Romagna per un controllo. Vennero identificate tutte le persone a bordo, permettendo di fare un passo avanti decisivo alle indagini. Nell'immediatezza venne individuato anche l'appoggio logistico del gruppo di trasfertisti: si tratta di un'abitazione di Zelarino in cui viveva un cittadino poi ristretto ai domiciliari. E' stato lì che, in una soffitta, è stata trovata una borsa contenente l’arma utilizzata, una pistola a salve perfetta riproduzione in ferro della Beretta 92 F, arma in dotazione alle forze di polizia, e uno dei giubbotti indossati dai due rapinatori.

LA TENTATA RAPINA ALLE POSTE

Si tratta della stessa pistola (finta) e dello stesso indumento che indossava uno dei due rapinatori che hanno cercato di svaligiare, senza riuscirci, un ufficio postale in via Bottenigo a Marghera. Era il 28 aprile scorso e 2 criminali hanno messo piede nell'esercizio: un complice si è posizionato sulla porta, per fare da palo e garantirsi una via di fuga veloce. L'altro invece aveva intimato alla sportellista di consegnare i soldi. Al suo rifiuto, il malvivente aveva cercato di rovistare in armadi e cassetti, inutilmente. Entrambi erano scappati su un'auto rossa con targa della Repubblica Ceca.

LA RAPINA IN TABACCHERIA

Dopo poche ore gli stessi rapinatori (avevano caratteristiche fisiche e indumenti simili) hanno aggredito un tabaccaio nella piazza di Carpenedo chiudendolo in bagno. Solo un altro commerciante riuscì a liberare il titolare. I filmati di sorveglianza di entrambi gli obiettivi hanno fugato ogni dubbio: erano gli stessi delinquenti. Identici vestiti e identica arma. Gli investigatori della Mobile sono riusciti a collegare G.B., già arrestato per il colpo di maggio, a questi due assalti. E a dare un volto e un nome al suo complice, effettuando accertamenti sul traffico telefonico e su chi l'avesse accompagnato durante la prima trasferta veneziana: si tratta di P.M., il 33enne arrestato martedì mattina a Napoli. E' pregiudicato per altri reati simili. I 2 campani, oltre che dei reati di tentata rapina e rapina aggravata, dovranno rispondere anche di sequestro di persona, per aver rinchiuso nel bagno il gestore della tabaccheria di piazza Carpenedo. 

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