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Preso il boss della cocaina a Mestre: "Jack" e soci si intascavano 5mila euro a notte

In manette un 35enne tunisino che viveva nell'ombra. Era lui, secondo i carabinieri, a tenere le redini dello spaccio nei parchi mestrini e sotto ai cavalcavia meta dei tossicodipendenti

L'organizzazione fruttava anche 4mila o 5mila euro a notte. Un giro vorticoso basato sullo spaccio di droga tra i parchi mestrini e sotto alcuni cavalcavia "noti" anche per questo tipo di traffici illeciti. I carabinieri della stazione di Spinea, nell'ambito dell'indagine "Idra", ha notificato 3 misure cautelari emesse dal gip del Tribunale di Venezia, smantellando una banda che faceva i soldi soprattutto con la cocaina. Sono state attuate anche 8 perquisizioni a carico di altrettanti sospetti sodàli del gruppo. Si tratta di 7 tunisini e 1 algerino. 

Il boss della banda è finito in carcere. Si tratta di A.S., un tunisino di 35 anni che viveva nell'ombra grazie anche ad alcune giovani donne che si intestavano gli affitti e le utenze delle abitazioni in cui di volta in bolta lo spacciatore dimorava. Era scaltro nel non lasciare tracce. Un suo gregario, un 30enne algerino, è stato sottoposto all'obbligo di dimora con obbligo di permanenza nella propria casa di notte. Sono in corso le ricerche di tutti gli indagati, anche perché molti di loro (7 su 8) risultano senza fissa dimora e irregolari sul territorio nazionale. 

I carabinieri sono riusciti a far luce sull'intera piramide dello spaccio partendo dall'arresto in flagrante, nel 2015, del 30enne algerino. Si trovava sotto al cavalcavia dell'Amelia a Mestre, in via Miranese. Era in quel punto che si erano concentrate le attenzioni dei militari dell'Arma, dato che c'era un continuo andirivieni di tossicodipendenti. Gli accertamenti hanno permesso di capire che dietro c'era una rete di spaccio che allungava i suoi tentacoli anche sul parco Albanese, la zona della Cipressina e sotto il cavalcavia della Tangenziale sulla Castellana. Altro luogo "prediletto" via Bottenigo a Marghera, dove il 26 giugno dell'anno scorso venne arrestato A.B., chiamato Karem, perché trovato in possesso di 50 grammi di cocaina. 

E' stato a quel punto che nell'indagine è spuntata la figura di S.A. (chiamato Jack), dai carabinieri definito "assoluto punto di riferimento della compagine del Magreb per lo spaccio di cocaina". Secondo i militari dell'Arma, lui era un reclutatore di spacciatori che non si esponeva mai e conduceva una vita ben al di sopra delle sue possibilità. Grazie ai suoi collaboratori più fedeli, l'organizzazione si intascava fino a 5mila euro a notte. A gennaio è stata la volta dell'arresto di A.B., che si trova tuttora in carcere. 

Con l'operazione di mercoledì, però, la banda è stata decapitata con l'arresto dell'indiscusso boss: nella sua disponibilità c'erano numerosi cellulari, tutti con dual sim, e numerose schede telefoniche, alcune delle quali ancora da utilizzare, nonché 4 spray al peperonicino, oltre a due pugnali e due pc. Oltre a 1.400 euro in contanti.


 

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