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Le  finte  pistole sequestrate dalla polizia

Le finte pistole sequestrate dalla polizia

"Sbruffoni" con la polizia, il capo della baby gang pronto alla fuga

Durante le perquisizioni di mercoledì tanta "altezzosità" dei ragazzini indagati. Un complice del "quasi" 15enne aveva una borsa di vestiti

"Sbruffoni" e convinti che, essendo minorenni, sarebbero stati al riparo dalle conseguenze delle loro malefatte. Questo il ritratto dei cinque ragazzini finiti nei guai mercoledì, quando a Mestre sono scattate le perquisizioni della squadra mobile di Venezia che ha poi portato all'arresto di uno dei componenti della baby gang. Gli stessi operatori delle forze dell'ordine sono rimasti stupiti da tanta "altezzosità", che sarebbe comunque durata lo spazio di poco più di un minuto.

Quindicenni, o giù di lì, che pensavano di essere in una botte di ferro. Rivolgendosi ai poliziotti con tono piuttosto scontroso. Una volta capito che invece gli eventi stavano prendendo una brutta piega, allora i loro modi sarebbero cambiati. Tradendo la loro effettiva età. Di più. Uno dei quattro indagati aveva in casa una borsa con all'interno degli indumenti non suoi. "Servono per un amico", avrebbe spiegato.

I DETTAGLI: QUATTRO DENUNCIATI, UN ARRESTO

Logico pensare che quella borsa sarebbe potuta servire per agevolare la fuga, almeno finché le acque non si sarebbero calmate, del 14enne ora affidato in comunità. Tutto era "quasi" pronto. Questione di poco tempo, forse di giorni, e il "capo" della baby gang, di origini ucraine, sarebbe potuto allontanarsi da Mestre attendendo tempi migliori. Intuendo che attorno a lui il cerchio si stava rapidamente stringendo. A tutti e cinque i ragazzini viene contestata una rapina perpetrata in corso del Popolo a Mestre, non distante dalla Pam, durante la quale un cittadino bengalese venne picchiato (perse tre denti) e derubato del cellulare.

Il più violento fu proprio il "capo", responsabile di un altro pestaggio nella vicina via Napoli, ma tutti i componenti del gruppetto alla fine sono stati identificati. Gli investigatori della questura hanno ricostruito legami anche con l'aggressione ai danni del titolare del negozio "Crazy O" di Favaro Veneto di pochi giorni fa. Violenti e "sbruffoni", ma ora anche nei guai. 
 

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