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Task-force in azione in terraferma, 17 arresti nei primi tre mesi 2015

I carabinieri impegnati tra la stazione di Mestre, il quartiere Piave e nella zona di Marghera: attività intensa tra furti, spaccio e baby gang

Prime somme del piano di interventi dei carabinieri di Venezia-Mestre: 17 arresti e 52 denunce in un'operazione straordinaria cominciata con il nuovo anno e che dovrebbe proseguire nei prossimi mesi per contrastare le situazioni di illegalità. Le operazioni sono incentrate principalmente nell’area della stazione ferroviaria di Mestre, quartiere Piave e nella zona di Marghera. Da inizio 2015 sono stati 680 i servizi di pattuglia in totale. Oltre ai militari in divisa sono state impegnate pattuglie in borghese, Nas (nucleo anti sofisticazioni ) e Nil (nucleo ispettorato del lavoro).

Il primo arresto in ordine temporale è stato operato per furto nei confronti di B.S.E., marocchino 28nne, in Italia senza fissa dimora, che nella notte di capodanno si era introdotto negli uffici di Equitalia e della Coldiretti Veneto di Mestre trafugando materiale di cancelleria ed informatico. Giunti allo stabile i militari hanno sorpreso il marocchino, che si era ferito il dito durante l’effrazione sfondando le porte a vetri con un estintore. Il materiale è stato recuperato e restituito.

Era appena passato l’eco dei festeggiamenti di fine anno quando i carabinieri, nel centro di Mestre, hanno arrestato per rapina aggravata K.V., lituano 28nne, in Italia senza fissa dimora. L’uomo, salito su un autobus Actv, aveva borseggiato una ragazza: il gesto non era però sfuggito ad una passeggera, che aveva lanciato l'allarme ed era stata aggredita a pugni mentre il bus si fermava in via Carducci. In quel momento da una "gazzella" in transito sono scesi i carabinieri, che hanno bloccato l'uomo e lo hanno arrestato per rapina.

Nella seconda decade di gennaio è finito in manette R.T., tunisino 27enne, già sottoposto alla misura degli arresti domiciliari per spaccio. I carabinieri avevano però verificato che il pregiudicato continuava la propria attività all'interno dell’appartamento: a una perquisizione sono stati trovati, oltre alla droga nascosta, 15mila euro in contanti. L'uomo è stato condotto in carcere. Negli stessi giorni era stato fermato un 18enne romeno, in Italia senza fissa dimora, resosi responsabile di furto aggravato. Con la complicità di una ragazza si era impossessato al Mediaworld della "Nave de Vero" di sei smartphone, per un valore di 900 euro: gli addetti alla sorveglianza, notando i movimenti del ragazzo, avevano fatto intervenire gli uomini del 112, che lo avevano arrestato.

Dopo pochi giorni i militari arrestano per detenzione di stupefacente ai fini di spaccio F.P., 22enne mestrino tossicodipendente ben noto, trovato in possesso di ben 8 litri di metadone. Le attenzioni dei militari dell’arma si erano concentrate sul giovane nel corso delle indagini avviate a seguito del furto di diversi flaconi di metadone dal Ser.D. di Chirignago avvenuto il precedente fine settimana. Gli investigatori hanno individuato un anonimo garage dove il ragazzo accedeva con circospezione e innaturale nervosismo. Il mestrino riceveva continue visite di tossicodipendenti del centro di Mestre, tanto da far pensare che si fosse di fatto sostituito dal servizio per le dipendenze della Ulss 12, che usa la sostanza sintetica per la terapia di controllo della dipendenza dall’assunzione di stupefacente. E’ scattata subito una perquisizione nel corso della quale sono stati rinvenuti ben otto contenitori da un litro dell’oppiaceo sintetico, poi risultati appartenenti alla partita sottratta e così parzialmente recuperata.

A fine mese sono stati arrestati per furto due operai italiani che erano convinti di poter arrotondare la paga approfittando del libero accesso a preziose materie prime negli impianti della Alcoa di Marghera, ditta attiva nella lavorazione specialistica dei metalli, in particolare dell’alluminio. I carabinieri hanno sorpreso appena fuori dai cancelli dell’azienda il furgone della ditta esterna con all’interno oltre 4 tonnellate di alluminio, del controvalore di 8mila euro.

Interventi importanti sono stati effettuati anche nel contrasto alle "baby gang" e al disagio giovanile. A marzo i militari hanno arrestato due 15enni responsabili di rapina. I due avevano incontrato la vittima alla fermata del tram in via Cafasso e - forti della superiorità numerica e conoscendo il carattere remissivo della vittima, già oggetto di episodi di violenza - lo avevano schernito rubandogli la bicicletta. Non paghi, lo avevano colpito con calci e pugni alla schiena: le urla del ragazzino avevano richiamato l’attenzione di un amico più grande che aveva soccorso il compagno in difficoltà, riuscendo a mettere in fuga i due bulli. I carabinieri erano poi risaliti agli autori dell'aggressione.

Il 5 marzo un mestrino 23nne, F.P., è stato arrestato per rapina aggravata perpetrata a Zelarino. Il giovane, travisato ed armato di coltello, si era introdotto in una cartolibreria di via Castellana da dove, dopo aver minacciato la titolare, era fuggito con 20 euro dopo aver ingaggiato breve colluttazione con il convivente della vittima. Il rapinatore era stato intercettato da una pattuglia ed arrestato.

Sempre a marzo è stato arrestato B.S., cittadino marocchino 30enne, destinatario di misura cautelare in carcere emessa dalla magistratura di Padova per spaccio di stupefacenti. L’uomo si era reso irreperibile e con estrema nonchalance si era però mischiato tra la clientela del Leroy Merlin di Marghera in orario di chiusura serale, rubando una grossa cesoia. Ultima operazione in ordine temporale è stata condotta a Marghera, dove è stato tratto in arresto per spaccio un giovane albanese, M.A., 24enne. Il ragazzo è stato fermato in piazzale T. Gar mentre spacciava cocaina.

Altri interventi sul fronte della polizia amministrativa, nell’ambito del programma di verifiche agli esercizi pubblici in collaborazione con il Nas e il Nil: a febbraio è stata effettuata un’attività di controllo sul lavoro nero e sulla normativa igienico - sanitaria in alcune attività commerciali di Marghera e di Mestre. Nel corso della prima verifica, che ha riguardato la salubrità dei locali, lo stato di conservazione degli alimenti e bevande somministrate e la funzionalità dei macchinari, nonché il regolare impiego del personale, è stata elevata una lunga e variegata serie di sanzioni amministrative a carico dei titolari di due bar. In particolare a carico dei due titolari di origini cinesi, oltre alla denuncia di natura penale, sono state comminate sanzioni amministrative per un importo complessivo rispettivamente di circa 9mla e 7mila euro, imponendo la sospensione della licenza sino alla regolarizzazione.

A fine marzo l’intervento in pieno centro a Mestre, dove i carabinieri, sempre unitamente a militari appartenenti ai nuclei anti sofisticazioni di Treviso e ispettorato del lavoro, hanno proceduto al controllo di diversi esercizi pubblici attorno a via Piave, alla ricerca di eventuali irregolarità sotto il profilo dell’impiego di manodopera e dei requisiti igienico sanitari e di sicurezza. Nella maglia dei controlli non è sfuggito, ad esempio, il supermarket "Asia African Market" di via Monte San Michele, di fronte al quale, negli ultimi tempi, si sono peraltro spesso verificati numerosi fenomeni legati al degrado e alla delinquenza. Le innumerevoli irregolarità riscontrate sul fronte della salubrità igienico-sanitaria e della sicurezza dei luoghi di lavoro hanno portato al sequestro preventivo dell’intero immobile, di diverse merci e all’irrogazione di una cospicua sanzione pecuniaria a carico del titolare, oltre alla segnalazione penale.

Per quanto riguarda la micro-criminalità, ecco in sintesi gli effetti delle operazioni da inizio anno: a fine gennaio sono 10 le persone denunciate in stato di libertà per furto in centri commerciali. In particolare gli sforzi vengono concentrati sulle zone commerciali di Mestre (parco commerciale Auchan, Decathlon e Mediaworld) e di Marghera (Panorama, Leroy Merlin e Nave de Vero), dove si registrano costantemente vari episodi di furto, taccheggio e borseggi.

Ad inizio febbraio, in corrispondenza del Carnevale, 7 persone di etnia Rom vengono denunciate per furto ai danni dei turisti: i carabinieri scoprono che le persone sono organizzate in vere e proprie squadre di intervento che pongono la loro base logistica in terraferma, in strutture ricettive di pregio, da dove partono i mano-lesta armati di rara abilità, dissimulata in qualche caso dallo stato di gravidanza delle donne o dalla presenza di bambini anche piccolissimi, che rientrano alla base a tarda sera con le tasche piene di denaro, in pratica di ogni valuta mondiale.

Sempre a febbraio si registra l’arresto di un ricercato che viene sorpreso in pieno centro a Mestre, nonché 7 denunciati in stato di libertà per spaccio e reati contro il patrimonio. Il successivo controllo nel centro città e nelle periferie scatta a metà marzo e permette l’arresto di altri due ricercati e la denuncia di 11 persone per vari reati. L’elenco si conclude con il servizio a fine marzo, con un altro arresto e la denuncia di altre 13 persone. Nel periodo considerato non sono mancati neppure i controlli alla circolazione stradale con ben 30 denunciati per guida in stato di ebbrezza o di alterazione da stupefacenti.

Sono stati inoltre effettuati mirati controlli antidroga nelle scuole per prevenire e reprimere il fenomeno dello spaccio e dell’uso di stupefacenti negli istituti scolastici. I controlli, caldeggiati anche dai dirigenti scolastici, hanno visto i militari dell’arma di Mestre, affiancati dai colleghi dei cinofili del nucleo di Torreglia, presentarsi in diverse scuole tra cui la succursale mestrina dell’istituto alberghiero "Barbarigo" dove uno studente si era sentito male per un presunto abuso di stupefacenti.

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