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Assalto con pistola in tabaccheria a Zelarino: presi i responsabili della rapina

Operazione della polizia. In due avevano fatto irruzione il 5 maggio minacciando titolare e dipendente. In casa del basista anche soldi falsi. Rintracciato anche il terzo complice

Tre persone in arresto per la rapina con pistola perpetrata ai danni di una tabaccheria di Zelarino lo scorso 5 maggio. Ma è possibile che gli stessi presunti banditi siano responsabili anche di altri assalti simili. La polizia ha individuato due italiani di origine napoletana (G.B., 37 anni, e G.S., 45 anni), e un residente a Mestre, ottenendo per loro altrettante ordinanze di custodia cautelare emesse dalla procura di Venezia ed eseguite nella mattinata di giovedì.

LA RAPINA NELLA TABACCHERIA DI ZELARINO

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Solo uno dei due, il più giovane, avrebbe partecipato direttamente alla rapina. È stato arrestato a Napoli e portato in carcere. Si tratterebbe di un trasfertista che, assieme a un complice, poi rintracciato, avrebbe colpito per poi lasciare il Veneziano. L'arresto è scattato anche perché i criminali, secondo elementi investigativi in mano alla squadra mobile, avrebbero nelle prossime ore cercato di mettere a segno un altro colpo nel nostro territorio. I poliziotti sono stati più veloci di loro. Il più anziano degli arrestati, da tempo trapiantato a Venezia e residente in un appartamento di Zelarino, con regolare attività lavorativa a Marcon, avrebbe invece svolto il ruolo di "basista". È stato raggiunto nella sua abitazione e per lui sono stati disposti gli arresti domiciliari. Individuata anche la terza persona, ovvero il secondo bandito travisato che ha fatto ingresso in tabaccheria, il più basso, arrestato a Napoli.

PARLA IL DIRIGENTE DELLA SQUADRA MOBILE STEFANO SIGNORETTI

L'abitazione del basista è stata perquisita sabato scorso: all'interno sono stati trovati 4mila euro in banconote false e la pistola utilizzata, una scacciacani, oltre al giubbotto di uno dei rapinatori. Le indagini avevano preso il via venerdì sera, subito dopo la rapina: il titolare aveva visto un'auto rossa, veicolo che è stato individuato poco più tardi in via del Gazzato con il motore ancora caldo. Una Suzuki. L'auto è stato recuperata più tardi dai rapinatori, che si erano messi in marcia verso il sud Italia verso le 23: bloccati a Ferrara, però, erano risultati "puliti" e quindi lasciati andare. In quel momento non c'erano ancora prove a sufficienza per incastrarli. Con loro anche una donna. Il veicolo è stato comunque sottoposto a fermo amministrativo perché privo di assicurazione. A quel punto gli investigatori della squadra mobile avevano nomi e cognomi dei possibili criminali.

La velocità delle indagini e della predisposizione delle ordinanze è stata probabilmente determinante per evitare altri colpi che sarebbero stati perpetrati nei prossimi giorni, forse già venerdì. Ad appena una settimana da quello precedente. "Abbiamo elementi per ritenere che volessero tornare a colpire qui, domani o nei prossimi giorni", è stato sottolineato nel corso della conferenza stampa di giovedì.

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A subire l'assalto a mano armata era stato un esercizio situato in via Castellana. I banditi erano entrati in azione poco dopo le 19 di venerdì, all'approssimarsi dell'orario di chiusura. Questione di pochi minuti: i delinquenti, pistola alla mano, avevano scavalcato il bancone della tabaccheria e aggredito titolare e dipendente, minacciandoli di chiuderli nel bagno per ritardare le loro richieste di aiuto. Dopodiché si erano impossessati dell'incasso della giornata (1.500 euro), più alcuni gratta e vinci, ed erano fuggiti di corsa verso l'auto rossa, fatta entrare dalla Germania e reimmatricolata. Le indagini continuano per stabilire se i banditi abbiano messo a segno altri assalti nel nostro territorio, come la rapina della settimana prima ai danni di una tabaccheria a Carpenedo o il tentato colpo all'ufficio postale di Marghera.

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