Mestre Mestre Centro / Via Cappuccina

Nel telefono le foto della marijuana, nel garage eroina e un arsenale di pistole e coltelli

In manette un 33enne residente a Mestre. È stato fermato dalla polizia per un controllo in via Cappuccina, quindi la perquisizione in abitazione: trovati stupefacenti e sostanze da taglio

In manette dopo essere stato trovato in possesso di armi, droga di vario tipo e sostanze da taglio. Determinante, per l'arresto di M.L., veneziano di 33 anni, l'attività di prevenzione messa in atto dalle forze dell'ordine a Mestre: l'uomo è stato fermato mercoledì pomeriggio per un controllo dai poliziotti del Reparto prevenzione crimine di Padova, mentre era alla guida della sua auto in via Cappuccina. Dopodiché le verifiche si sono spostate nel parcheggio dell'Interspar di via Torino. Ci sono voluti pochi istanti per capire che c'era qualcosa di inconsueto: gli agenti hanno fatto aprire il bagagliaio e dentro sono stati trovati dei bidoni che emanavano un inconfondibile odore di marijuana. A confermare i sospetti, alcune foto nel cellulare del sospetto che lo ritraevano con dei sacchi di marijuana.

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Eroina, maria e sostanze da taglio in quantità

Abbastanza per far scattare la perquisizione domiciliare nei confronti del giovane, già noto alle forze dell'ordine per reati di spaccio e rapina. L'operazione è quindi proseguita, con l'aiuto degli agenti del commissariato di Mestre, nel quartiere Pertini. "Controllate pure", avrebbe dichiarato il 33enne, ma quando l'attenzione degli uomini in divisa si è spostata sul box in uso al mestrino, è stato chiamato l'avvocato. Dal garage sono saltate fuori diverse "sorprese": una pistola Smith & Wesson, risultata oggetto di furto a Cantù a novembre, con relative munizioni (una sola a salve); un'altra pistola, ma finta, senza tappo rosso; una maschera, vari coltelli e taglierini. E poi la droga: 220 grammi di probabile eroina (le analisi sono in corso), 100 grammi di marijuana e 2,4 chili di materiale da taglio, possibile paracetamolo, quantitativo che lascia intuire come il pusher sia in mezzo a un giro di stupefacenti piuttosto importante. Evidente, inoltre, che proprio in quel garage erano state scattate le foto presenti nello smartphone dello spacciatore. L'arma "vera" sarà sottoposta ad accertamenti per stabilire se sia stata effettivamente usata per per commettere reati.

"Incastrato dall'intuito dei poliziotti" | VIDEO

Precedenti per rapina

Inevitabilmente per l'uomo è scattata la custodia cautelare in carcere: al termine di tutti gli accertamenti è stato accompagnato a Santa Maria Maggiore, in attesa dell'udienza di convalida. Pesanti i reati che gli sono contestati: oltre alla detenzione di stupefacente ai fini di spaccio, c'è anche la ricettazione dell'arma rubata. Con possibili pene pesanti, vista la recidiva. Il 33enne aveva precedenti per rapina ed era stato indagato dalla squadra mobile una decina d'anni perché sospettato di essere vicino a una banda specializzata di spacciatori albanesi. Al tempo venne arrestato ma subito dopo rilasciato.

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