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Mestre Zelarino / Via Don Federico Tosatto

Ragazzini ma già violenti estorsori: per la baby gang le manette scattano all'Auchan

Arrestato un 18enne di Stra, denunciati due complici di Dolo (tra cui un 16enne). Vittima un 22enne mestrino cui erano stati rubati i documenti. Minacce e pestaggi. Poi la trappola

Minacce di morte, calci, pugni. Sembra un film che racconta le gesta di bande di criminali, invece è solo la cruda realtà. Con un elemento che emerge dagli altri e che non può che preoccupare: in manette mercoledì scorso è finito un 18enne di origini moldave e residente da tempo a Stra. Uno dei suoi complici ha solo 16 anni, e l'altro avrebbe 29 anni. Non hanno nemmeno l'età per la patente e già vengono accusati di reati pesantissimi: estorsione aggravata. La vittima è un 22enne di Mestre, che è finito sotto al giogo di una baby gang che non ha dimostrato grandi scrupoli. Il blitz dei carabinieri del nucleo operativo di Mestre è scattato al centro commerciale Auchan, dove i ricattatori avevano dato appuntamento al 22enne per la consegna di mille euro in contanti. I soldi c'erano, ma con loro sono giunti anche i militari in borghese che, non appena il mestrino ha consegnato la busta, si sono qualificati e hanno bloccato il trio. Il 18enne di Stra che materialmente si è impossessato dei contanti è stato arrestato, i compari, di Dolo, sono stati denunciati. 

Richiesta di 2mila euro 

Secondo gli accertamenti dei carabinieri, il ricatto continuava da alcuni mesi, ma la verità è venuta a galla solo qualche giorno fa. Alla base il presunto diniego del 22enne a partecipare ad alcune attività illecite proposte dal gruppetto. Da quel momento sarebbero scattati i pestaggi, le intimidazioni e le continue richieste di denaro: all'inizio era stato intimato di consegnare poche centinaia di euro, dopodiché la pretesa era salita a 2mila euro, in particolare da colui che curava i "rapporti" con la vittima. Non appena è stata raccolta la denuncia, le forze dell'ordine hanno pedinato a distanza il mestrino, finché non è arrivato il momento della consegna della prima tranche dei soldi. Dopodiché è scattato l'arresto.

Minacce di ogni tipo e furto dei documenti

Sullo sfondo uno scenario di soprusi di ogni tipo: la vittima sarebbe stata più volte picchiata e avrebbe ricevuto quotidianamente minacce sia telefoniche che a tu per tu. I bulli avevano sottratto anche i documenti al giovane e proprio la minaccia di non restituirglieli avrebbe indotto la baby gang a far scattare le richieste di danaro. Dalle indagini sarebbe emerso che lo stesso padre del 22enne, che appresa la vicenda dal figlio in lacrime, sarebbe stato pesantemente minacciato di morte dal gruppo quando aveva cercato di affrontarne i membri. Ora le indagini continuano per stabilire se nel recente passato possano essersi verificati ulteriori casi analoghi.

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