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Bengalesi rapinati e feriti, baby gang sgominata. 15enne in arresto

Altri quattro indagati per gli stessi reati, al gruppo sono contestati due episodi avvenuti a Mestre nelle settimane scorse. Perquisizioni e pistole sequestrate

Violenza cieca e insensata. Un uomo all'ospedale con tre denti rotti, un altro con trauma cranico, distorsioni e contusioni. Bengalesi che hanno avuto la sfortuna di trovare sulla propria strada un gruppo di teppistelli con tanta voglia di venire alle mani. Scontri dall'esito scontato, con gli aggressori in netta superiorità numerica. Giovanissimi, tutti mestrini tra i 14 e i 16 anni. Uno di loro, "quasi" 15enne finora incensurato, è finito in comunità in seguito alle operazioni di volanti, squadra mobile e Gamm (gruppo anticrimine Mestre Marghera): lo hanno arrestato mercoledì sera in applicazione dell'ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del tribunale dei minori di Venezia perché ritenuto responsabile di due rapine. Altri quattro risultano indagati per gli stessi reati, rapina e lesioni.

Il primo episodio risale al 19 settembre: una tentata rapina ai danni di un bengalese in via Napoli, sventata grazie all'intervento di due passanti che hanno lanciato l'allarme. Nel frattempo però l'uomo era stato malmenato pesantemente. Il 15enne, di origini ucraine, è stato individuato in quell'occasione, mentre il suo unico complice era riuscito a fuggire. Nel secondo caso, avvenuto l'8 ottobre, la vittima era stata raggiunta invece da sei giovani, picchiato e derubato dello smartphone. L'aggressione all'altezza della Pam di corso del Popolo. Si era ritrovato con tre denti rotti. Dopodiché i violenti si erano dileguati, ma il giorno successivo il bengalese aveva riconosciuto a bordo del tram uno di loro, che teneva in mano proprio il suo cellulare. Così le volanti sono intervenute a piazzale Roma e hanno bloccato il sospetto, che si è rivelato lo stesso 15enne della tentata rapina precedente. Ora sottoposto a misura restrittiva e affidato in comunità (l'equivalente per i minorenni del carcere).

Da quel momento in poi le indagini sono proseguite velocemente grazie a testimoni, fotogrammi, video dalle telecamere. Sono stati individuati e denunciati altri quattro giovani, tra cui una ragazza, sottoposti a perquisizioni personali e domiciliari nella giornata di mercoledì. Quindi cinque su sei, mentre un sesto responsabile (un'altra ragazza) è ancora in via di identificazione. Le indagini continuano per stabilire se questi minorenni, facenti parti di gruppi estemporanei che alla bisogna si riuniscono per le strade della città lasciandosi andare, come si è visto a episodi molto gravi, si siano resi protagonisti di altre rapine, tentate o messe a segno. Di recente ha fatto molto rumore l'aggressione subita dal titolaare del negozio di abbigliamento "Crazy O" di Favaro Veneto. E proprio uno degli indagati pare fosse presente in quell'episodio.

Gli investigatori della squadra mobile stanno cercando di stabilire se la ragazzina del trio, poi denunciata, possa essere la "sesta" che ha partecipato attivamente alla rapina di corso del Popolo. Di più. Il "quasi" 15enne avrebbe fatto parte anche della baby gang che finì nei guai per delle ripetute violenze ai danni di cittadini bengalesi nei mesi scorsi. Anche in quel caso scattarono perquisizioni e arresti, anche se lui non venne nemmeno indagato. Si tratterebbe dell'unico collegamento con quella realtà. I cinque finiti nei guai mercoledì sono tutti nati tra il 1999 al 2001. In casa di uno di loro sono state trovate almeno due pistole finte, sottoposte a sequestro. Ma a incastrare i componenti del gruppo soprattutto la corrispondenza dei capi indossati immortalati dalle telecamere in occasione dell'aggressione (o per meglio dire rapina) in corso del Popolo). Al gruppo non viene comunque contestata l'aggravante razziale, e nemmeno il fatto che queste azioni venissero premeditate. Sarebbero il frutto di una decisione sul momento, per chissà quale motivo. Quindicenni o giù di lì, pronti ad alzare le mani e nel caso a rapinare chi si trovavano davanti.

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