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Biciclettata in via Piave contro lo svuotamento del centro: "Il vero degrado è l'abbandono"

Iniziativa organizzata dal collettivo Loco, una sessantina sulle due ruote tra le strade di Mestre: "Vogliamo una città viva, facciamo rinascere socialità e cultura nei quartieri"

Tutti in sella alle bici attraverso i punti critici di Mestre: via Piave, l'ex ospedale di via Circonvallazione, la mensa di via Querini, la stazione ferroviaria. Erano una sessantina giovedì sera, giovani del collettivo L.O.Co. che sono scesi in strada per manifestare contro l'abbandono dei quartieri e proporre le loro ricette per la riqualificazione urbana: "Negli ultimi tre anni abbiamo costruito diverse iniziative per sensibilizzare sulla situazione di abbandono che la nostra città sta conoscendo sempre di più - riferiscono - Da quando abbiamo occupato e riaperto i locali dell'ex galleria contemporanea la situazione nel centro di Mestre si è evoluta ed è radicalmente cambiata. Loco è nato come uno spazio che voleva dare una risposta alle tematiche collegate all'abbandono e allo svuotamento della città, in un periodo in cui il Comune commissariato aveva come unica preoccupazione quella di far quadrare i conti".

"Servizi sociali annientati"

Quindi l'attacco all'attuale amministrazione: "Con la vittoria della giunta Brugnaro quest'impostazione non è cambiata, anzi. I servizi sociali sono ormai moribondi e privi di finanziamento, mentre le uniche risposte che il Comune sa dare sono repressione e militarizzazione. L'episodio dei cubi al parco bissuola ben rappresentato l'approccio fallimentare di questa giunta ai problemi: dopo l'abbattimento non è cambiato nulla. Lo stesso modo di pensare e agire che vorrebbe portare alla costruzione di una cittadella della povertà in periferia e che ha portato alla chiusura di mense e dormitori per senzatetto, servizi che più di tutti mitigavano le situazioni di difficoltà sociale in cui versano molte persone a Mestre e che allo stesso tempo riducevano l'impatto sul resto della cittadinanza di questi fenomeni".

"Costruiamo insieme la nostra città"

"Il centro di Mestre è un susseguirsi di vetrine vuote di proprietà di poche agenzie, mentre le decine di pattuglie che sorvegliano i nostri quartieri poco possono fare contro un abbandono che è prima di tutto culturale, sociale e politico. Allo stesso tempo, però, l'esorbitante numero di turisti che inonda Venezia si sta sempre più riversando anche sulla terraferma, attirando l'interesse di grossi investitori privati che realizzeranno alberghi e ostelli. Tra l'inattività delle istituzioni e l'operosità di multinazionali e aziende, crediamo che si possa cercare un'altra strada, che si possa far rinascere socialità e cultura nei quartieri, che l'energia per ridisegnare queste zone possa partire da cittadini e realtà che sul territorio vivono e si impegnano da anni. Ci piacerebbe poter incominciare a scrivere una pagina diversa per questa città che parli di accoglienza, solidarietà, cultura, socialità, e che vada oltre la dicotomia repressione o profitto. Per questo attraversiamo via Piave con una biciclettata: un primo passo per iniziare a pensare assieme come cambiare la nostra città e costruirla insieme".

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