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Giovedì, 19 Maggio 2022
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Omicidio di Mestre, il mistero della telefonata e dell'eredità di Lida Pamio

L'87enne uccisa giovedì nel suo appartamento di viale Vespucci è stata massacrata a coltellate. Il volto martoriato. Udita una telefonata. La vittima aveva fatto testamento?

"Tutto quello che ho da dire l'ho detto alla polizia". F.M., il nipote sulla sessantina che giovedì pomeriggio ha scoperto il corpo martoriato di Lida Taffi Pamio in un lago di sangue in un appartamento di viale Vespucci a Mestre non vuole parlare. E' troppo presto, forse. Le orrende immagini di quel maledetto pomeriggio sono ancora impresse negli occhi. "Davamo tutti una mano a mia zia, io sono l'unico parente diretto che risiede a Mestre", ha spiegato al telefono.

Era lui che aiutava la vittima, accoltellata senza pietà con quattro coltelli da cucina, presa a pugni in faccia e strangolata (ma sarà l'autopsia a stabilire quali sono state le cause della morte e la dinamica dell'aggressione) con il cavo di un decoder in cucina. E' stata rinvenuta supina, le ferite all'addome, al torace e alla gola. Una faccia conosciuta quella del nipote da parte dei vicini di casa di Lida Pamio, spesso faceva capolino sulle scale per aiutare l'87enne. Giovedì scorso doveva accompagnarla a una visita medica.

L'assassino è entrato dalla porta, il salotto di fronte a lui. Sulla sinistra il bagno. A destra la camera da letto e, prima, la stanza del delitto. Un omicidio avvenuto nel silenzio assoluto. Tanto che un inquilino del piano sovrastante all'appartamento di Lida Pamio nel pomeriggio ha sentito una telefonata di una voce maschile provenire forse "da sotto" (come afferma al Gazzettino) ma non la brutale aggressione.. Una telefonata con un tono di voce tranquillo. Eppure nessun sospetto: "Mi sono accorto del delitto solo quando è arrivata la polizia", ha spiegato l'uomo.

L'EREDITA' - "So che Lida aveva fatto testamento e aveva lasciato la casa a un parente - spiega G.V., che abita a pochi metri dall'abitazione posta sotto sequestro - Lida a volte doveva aprire la porta per capire chi fosse a suonare il campanello. Non ci sentiva bene, ma era comunque prudente".

MASSACRATA Quattro coltelli, volto martoriato, scottex in bocca

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