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Ancora un blackout per il tram di Mestre, quando arriva a Marghera?

Il "siluro rosso" fermo per circa due ore giovedì mattina, probabilmente a causa dei fulmini caduti durante la tempesta. Slitta ancora il presercizio

Non c'è pace per il tram di Mestre: dopo polemiche, critiche e problemi giovedì è stata la volta dell'ennesimo blackout, un qualche tipo di disguido elettrico che, come riporta il Gazzettino, ha paralizzato il servizio su rotaia per circa due ore.

TUTTO FERMO – I problemi sono iniziati intorno alle 11.30 del mattino, quando uno dei convogli è rimasto “congelato” in mezzo alla strada. Dopo qualche minuto di stupore il personale ha fatto scendere tutti i passeggeri e, gettando la spugna, ha chiamato un trattore per trainare i vagoni fino al deposito. Il tram è rimasto fermo ai box fino alle 13.15 circa, quando finalmente il “siluro rosso” ha fatto nuovamente capolino in mezzo al traffico di Mestre; nel frattempo per coprire il servizio sono stati messi a disposizione da Actv i soliti autobus sostitutivi, ormai più che abituati a questi “straordinari”. La causa del blocco potrebbe essere da ricercare nella tempesta che giovedì mattina ha travolto la terraferma, con tanto di vento forte e fulmini a raffica, ma da Pmv si aspetta il rapporto definitivo prima di esprimersi.

VERSO MARGHERA – Nel frattempo, tra critiche e accuse, la società sta anche aspettando di convocare la Commissione di sicurezza del ministero dei Trasporti perché si pronunci a proposito del presercizio della nuova tratta di Marghera, un traguardo che il tram avrebbe dovuto raggiungere lo scorso Natale, poi rimandato al 15 febbraio, poi ancora a Pasqua e quindi prima dell'estate, arrivando infine a queste settimane di fine luglio. I tecnici del ministero sarebbero dovuti arrivare in città proprio venerdì, ma pare che l'appuntamento sia stato annullato per il ritardo dell'associazione temporanea di impresa nel fornire la documentazione prevista. Continui rimandi e posticipi sono dovuti in parte a problemi esterni, come il continuo furto dei cavi di rame interrati, in parte ad errori nei progetti, ad esempio nel sottopasso della stazione di Mestre, snodo fondamentale per il percorso del tram che, però, presentava salite e discese troppo ripide, che avrebbero portato i vagoni a “grattare” sull'asfalto. Se qualcosa non si muoverà entro i prossimi giorni, tra ferie estive e pause inevitabili, non resterà altro da fare che rassegnarsi ad attendere buone nuove solo a settembre.

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