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Autobus pieno, foto di archivio

Autobus pieno, foto di archivio

Caos a bordo di due bus a Mestre, la polizia fa scendere una quindicina di persone

Tensioni continue sui mezzi del trasporto pubblico: meno linee, distanziamento difficile e gli autisti chiedono aiuto alle forze dell'ordine. Stasera bloccati il 7 e il 7E in via Carducci. Due volanti sul posto

Corse 7E e 7, dirette a Mirano e a Spinea, partite entrambe da Venezia verso le 17.30 e le 18 di stasera, vengono bloccate all'altezza di via Carducci, all'ex fermata Telecom. Ed è caos. Sul primo mezzo, che è doppio, sono ormai salite più di 80 persone e il conducente, anche su sollecitazione di qualche passeggero, si accorge che non c'è più il rispetto della capienza massima al 50%. Così chiede che qualcuno scenda, ma invano. Decide allora di fermare la corsa, mettendosi sul ciglio della strada, non prima di aver chiamato la polizia di Stato poiché c'è chi gli grida di ripartire. Arrivano due volanti e fanno scendere una quindicina di passeggeri per ripristinare il distanziamento. Dovranno armarsi di pazienza e aspettare in  fermata l'autobus successivo. 

Subito dopo, mentre i problemi del 7E non sono ancora risolti, arriva un 7 e si ferma dietro al primo mezzo perché anche in questo caso l'autobus è carico e l'autista non intende continuare a viaggiare. Si sono verificati anche disagi al traffico a causa dei veicoli momentaneamente fermi. Lunedì era accaduto alla Cipressina, tra le 8 e le 9 del mattino, con la corsa arrestata e i carabinieri chiamati dal conducente per tenere calma la gente in attesa di un mezzo di rinforzo per proseguire. Martedì è scoppiata una lite, con una signora che si è scagliata contro l'autista a causa del ritardo dell'8E diretto a Treviso, delle 19.15 e la polizia a riportare la calma permettendo al conducente di riprendere la guida.

Tra corse che non ci sono più, tram o bus rarefatti in certe fasce che costringono ad attese in strada. I disagi sono continui, nonostante la previsione di un netto calo della mobilità per via della zona rossa, che a quanto pare non si è verificato come nel primo lockdown della pandemia. In Comune il gruppo del Partito Democratico ha inviato un'interrogazione, a prima firma del consigliere Alessandro Baglioni. «Le problematiche sono varie, e vanno dalla riduzione dei servizi nelle zone più decentrate (ad esempio con la sospensione della linea 48H), alla diminuzione delle corse negli orari di utilizzo dei pendolari, con i conseguenti sovraffollamenti (ad esempio per la linea 19 il servizio offerto dalle 6 alle 9 dei giorni feriali è il medesimo di quello erogato durante la prima fase del lockdown del 2020, quando gli spostamenti erano minori rispetto a quelli di questi giorni). Le problematiche coinvolgono anche il servizio lagunare», scrive chiedendo la convocazione di una commissione consiliare.

«Purtroppo - commenta il consigliere del gruppo Fratelli d'italia, Francesco Zingarlini - ogni giorno i lavoratori Actv si trovano a lavorare in condizioni di estremo disagio. Se i mezzi pubblici non bastano per le richieste di mobilità della cittadinanza, questo non è un motivo valido per scagliare la propria rabbia, con insulti e veri e propri linciaggi verbali, verso chi presta servizio in prima linea. Lavoratori e azienda sono due realtà totalmente diverse. Chi gestisce il servizio non sono sicuramente i dipendenti, piloti o autisti».

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