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Centri culturali "moschee", Brugnaro: "Non si fa così, se ne approfittano. Interverremo"

Il sindaco a muso duro dall'M9: "Servono spazi ad hoc, in ex negozi non possono mettersi in 300". Riferimento al locale di via Mestrina. "Una moschea ufficiale? Non ho detto sì a quello"

"Noi qui discutiamo di articolo 8 della Costituzione, di libertà di culto. Che va benissimo, però bisogna rispettare le norme". Il sindaco Luigi Brugnaro, in occasione dell'inaugurazione della mostra itinerante "Il viaggio della Costituzione" nel chiostro dell'M9 a Mestre, si è rivolto direttamente alla comunità islamica cittadina: prima in via Fogazzaro, ora in via Mestrina, si sono levate diverse polemiche da parte dei residenti per il sovraffollamento di locali presentati come centri culturali che poi, secondo il titolare di Ca' Farsetti, vengono utilizzati come veri e propri luoghi di culto.

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"Questione di sicurezza e di norme urbanistiche"

"Non è questione di libertà religiosa - ha dichiarato il sindaco Brugnaro - ma è questione di materie urbanistiche. Se prima lì c'era un negozio e uno si è preso l'appartamento sopra, non va bene che poi si ritrovi 300 persone che pregano. Invito i rappresentanti della comunità a parlare con noi e a fare chiarezza, perché servono luoghi ad hoc. Noi siamo per la libertà religiosa, ma non per le furberie. E' chiaro che interverremo". Il pensiero va all'intervento dell'Ufficio accertamenti edilizi che nell'ex negozio al civico 89 di via Mestrina ha decretato lo stop ai lavori per la realizzazione all’ingresso di un locale contatori, la realizzazione di tre nuovi locali nella parte sovraelevata del negozio e la posa di pannelli alti 2.30 metri a parziale tamponamento delle vetrate che danno sulla strada. Interventi che secondo il Comune non sarebbero stati autorizzati.

"Una moschea ufficiale? Non ho detto di sì a questo"

A chi ha chiesto a Brugnaro chiesto se fosse quindi a favore di una moschea "ufficiale" il primo cittadino ha ribattuto: "Io non ho detto di sì a niente. A Marghera ci sono dei luoghi di culto che in questo momento funzionano, non si può in maniera furbesca aprire spazi dove la gente dorme spacciandoli per luoghi di formazione piuttosto che centri culturali. Dicono che 'recitano il Corano', ma se lo fai in 300 secondo me è una cosa grave. Approfitti dell'apertura che abbiamo nei confronti di tutti, questo non può essere tollerato. Cercheremo in tutti i modi - ha concluso - di farla chiudere". 

Si avvicina il ramadan: "Più fedeli"

La situazione nelle prossime settimane promette di mantenersi piuttosto tesa, visto l'approssimarsi del Ramadan, il mese sacro per i musulmani: "Tipicamente aumenta il numero di persone che frequenta i nostri centri - dichiara Kamrul Syed, portavoce della comunità bengalese - non rappresentiamo il centro di via Mestrina, in ogni caso siamo aperti a un incontro con il Comune".

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