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Brugnaro in via Piave dall'uomo aggredito, poi si rivolge al governo: "Aiuto"

Visita del sindaco nell'abitazione di Paolo Antonini, mestrino picchiato perché aveva redarguito una persona che stava urinando sul palazzo. "Ci servono più poteri"

"Situazione al limite, servono poteri di ordine pubblico. Lo stanno dicendo i cittadini e lo stiamo dicendo noi a gran voce". Così il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, nel corso del sopralluogo andato in scena tra il pomeriggio e la serata di lunedì in alcune aree centrali di Mestre. Quelle tra via Piave e la stazione, di cui alcuni cittadini da tempo denunciano il degrado dovuto alla presenza di spacciatori e sbandati.

L'ultima vittima delle angherie di questi "balordi" è Paolo Antonini, picchiato un paio di settimane fa dopo che aveva rimproverato un uomo che stava urinando vicino alla sua palazzina, in via Nervesa, a pochi passi dalla stazione ferroviaria. È stato proprio lui a invitare il primo cittadino a rendersi conto con i propri occhi della situazione nel quartiere, così Brugnaro ha colto la sfida e vi si è recato in buona compagnia: con lui c'erano la vice sindaco Luciana Colle, gli assessori Giorgio D’Este, Simone Venturini, Renato Boraso, Francesca Guzzon, Francesca Zaccariotto, diversi consiglieri comunali e della Municipalità e il comandante della polizia locale, Marco Agostini.

La conclusione? "La situazione in via Piave e nell'area intera delle stazione di Mestre è oggettivamente non più tollerabile", commenta il sindaco. Tanto che l'intenzione è di farla diventare un caso nazionale, coinvolgendo il governo e il ministro degli Interni. Già il consiglio comunale ha votato una mozione che chiede a Roma di permettere a Ca' Farsetti di intervenire contro i piccoli reati: "Queste persone vanno prese e messe in cella, anche solo per una notte - ha dichiarato più volte Brugnaro - Altrimenti, senza poteri repressivi, non cambia mai nulla".

I residenti intanto commentano tra lo sconforto e la speranza. Qualcosa negli ultimi tempi si è mosso, dicono, ma c'è ancora parecchio lavoro da fare. "Qui gli spacciatori lavorano tutto il giorno - racconta qualcuno - Capiscono in anticipo quando stanno per arrivare i controlli e spariscono all'improvviso, poi tornano. Ci vorrebbe un presidio fisso delle forze dell'ordine, a lungo andare gli toccherebbe desistere. Noi insistiamo e siamo speranzosi, il sindaco ha promesso che farà il possibile per far tornare vivibile quest'area".

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