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Rata da 224 euro saltata, il recupero crediti gliene chiede 7mila: "Tartassato di chiamate"

"Aveva saltato una cambiale per un disguido economico - racconta l'Adico di Mestre - ora chiediamo che la faccenda venga chiusa con il pagamento della rata mancante"

Aveva chiesto un prestito alla banca di 14 mila euro per acquistare una nuova macchina, concordando il pagamento a rate, con l'approvazione del piano da parte della finanziaria della concessionaria. Tutto fila liscio per un panettiere 54enne di Favaro, fino a quando qualcosa nel meccanismo si inceppa: la vicenda è esposta da Adico, l'associazione a tutela dei consumatori di Mestre a cui l'uomo si è rivolto.

Tutto sarebbe cominciato in concomitanza del versamento della penultima rata da 224 euro, come riportato da Adico, per un disguido con la banca. Da quel momento le telefonate all'uomo da parte di una società di recupero crediti diventano continue e insistenti, con la richiesta di versamento di un ammontare non più corrispondente all'importo della cambiale, bensì di 7 mila euro, come conseguenza diretta del mancato pagamento.

"L'artigiano - scrive Adico - è esausto anche per il tono aggressivo con cui quotidianamente riceve l'intimazione del versamento". A gennaio 2016, a causa di una mancanza temporanea di liquidità, la rata non può essere prelevata dal conto del cliente, ma la banca non lo avverte. Perciò dell'estate scorsa la società di recupero crediti inizia ad intimare continuamente il versamento.

"Cinque mila corrispondenti allo sconto ottenuto con il "saldo e stralcio" più 2 mila di interessi. Al di là dell'insistenza con la quale vengono chiesti questi soldi - spiega Carlo Garofolini dell'Adico - la cosa incredibile è che la finanziaria sarebbe disponibile a chiudere la vicenda con il pagamento della cambiale mancante, invece il recupero crediti vuole i 7 mila euro. Tra l'altro nel contratto non era mai stato specificato che nel caso del mancato pagamento di una cambiale sarebbe scattata questa penalizzazione. Il nostro consiglio - conclude il presidente dell'associazione - è quello di evitare se possibile di chiedere prestiti. Il rischio è quello di entrare in una spirale da cui si fa fatica ad uscire".

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