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Gronda lagunare: riqualificazione dell’area di passo Campalto

Progetto descritto in V commissione consiliare. Posti barca, parcheggi, servizi agli approdi. Un ristorante, una connessione ciclopedonale con servizio bike and boat. «Serve rendere fruibile l'accesso alla laguna»

Il progetto di riqualificazione di passo Campalto

Da area di velme (fondali lagunari poco profondi) e barene a verde urbano attrezzato. Si è discusso oggi, martedì 21 aprile, in quinta commissione consiliare in videoconferenza, della variante 62 al piano degli interventi: il progetto di riqualificazione urbanistica di passo Campalto. Un piano per la valorizzazione della gronda lagunare e lo sviluppo del parco di San Giuliano, con il riordino degli approdi e una nuova connessione acquea ecosostenibile per il turismo in zona. Ora sarà il Consiglio di Municipalità a prendere la parola. Intanto l'architetto Maurizio Dorigo ha illustrato l'accordo pubblico-privato, oggetto della proposta di delibera.

L'area, già dentro al piano dell'architetto Antonio di Mambro del 1994, ha una configurazione che prevede la darsena, anche sul lato ovest, dando le spalle alla laguna, l'ex area del cantiere privato Marchi a est, e quella demaniale. Lo scenario, per Dorigo, è in coerenza con il Pat (piano di assetto del territorio) regionale, il piano di livello Metropolitano ed è una proposta di modifica del piano regolatore comunale, che si vuole appunto cambiare da barena ad area di verde attrezzato. Il privato, con cui il Comune sigla la convenzione, Marina Punto Passo srl, propone di sviluppare dei volumi a servizio della nautica lagunare, in funzione dello sviluppo dell'attività commerciale e a supporto del parco, come i servizi igienici e i parcheggi, laddove oggi non c'è nulla.

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Il riordino

Nel dettaglio: parcheggi, servizi agli approdi, un ristorante, bar, uffici, una connessione ciclopedonale che collega la riva est e la riva ovest, e un servizio bike and boat; una specie di piattaforma che trasporta le biciclette da un lato all'altro. C'è un ampliamento dei servizi alla nautica, 300 posti barca, già previsti dal Di Mambro (ma dalla parte opposta), per le barche della nautica locale a basso pescaggio (oggi sparse in modo disordinato su tutta la gronda lagunare). I parcheggi sorgono al servizio degli ormeggi dove ci sono le attività commerciali connesse alla nautica, alla fruizione del parco San Giuliano e alla rete ciclabile comunale verso le zone urbane di Campalto e Favaro. La soprintendenza ha già valutato in via preliminare il progetto, che andrà completamente rimesso alla Vas (valutazione ambientale strategica) regionale. La volumetria è a carico del privato, compresa la passerella di collegamento tra le sponde e il bike and boat, che rimangono al loro posto anche nel caso in cui dovesse finire la convenzione. Inoltre, dal privato arriva un contributo in finanza nella misura a 50 mila euro. 

Volumetrie

Un ristorante di 124 metri quadri, una area di servizio alla darsena di 105 metri quadri, servizi vari per 32 metri quadri, inclusi quelli per disabili, 175 metri quadri di spazio commerciale per la nautica e lo sport praticato al parco di San Giuliano, poi 70 metri quadri di pubblico esercizio ristorazione e bar, in corrispondenza dell'attuale capannone (dove l'area è del Comune mentre l'attività è privata), e infine una piccola attività commerciale di 50 metri quadrati.  Nella parte ovest si prevede una riorganizzazione dell’area lungo il canale, corrispondente alla fascia demaniale dove verranno demoliti i manufatti edilizi esistenti e verrà realizzata un’area aperta al pubblico, fino alla punta verso la laguna. In questo ambito dovrebbe sorgere una copertura in legno che accoglie le attività citate. Il progetto si pone l’obiettivo di consentire la fruizione pubblica di tutte le rive lungo il canale riconquistando così il rapporto diretto con il bordo lagunare e la vista verso Venezia. Si prevede che, sia nelle aree in concessione che in quelle in proprietà della famiglia Marchi, siano realizzati spazi pavimentati e attrezzati per consentirne la fruizione pubblica. Il nuovo ponte ciclopedonale costituisce non solo un elemento di collegamento delle due rive, ma determina una maggiore possibilità di fruizione dell’area.

Nell’area ad est di proprietà Marchi, saranno realizzati gli edifici di servizio ai punti di ormeggio che comprendono un bar-ristorante, i servizi igienici e di supporto agli utenti ed alcuni spazi commerciali specializzati per la nautica. A completamento delle passerelle galleggianti funzionali agli ormeggi, nella parte acquea più vicina all’area che si affaccia verso la laguna, sarà realizzato il pontile per la piattaforma di trasporto bici.

Gli standard

Gli standard pubblici previsti nell’ambito dell’intervento sono: il parcheggio, nella misura di 2,5 metri quadrati su 100 di superficie complessiva dell’area di intervento. L'area di variante è di 5.280 metri quadrati. Il progetto prevede la realizzazione di aree destinate a parcheggio privato in relazione al fabbisogno prodotto dal numero di posti barca. Il calcolo del fabbisogno di posti auto tiene conto delle caratteristiche della struttura destinata alla nautica da diporto, configurabile come approdo vicino alle aree urbane e raggiungibile a piedi o in bicicletta, con le piste ciclabili attuali e di prevista realizzazione. Il numero di posti auto a servizio della darsena è stato così dimensionato. Totale delle imbarcazioni che possono ormeggiare: 300, di cui 80 di utenti dell’area metropolitana (con 40 posti auto, 1 posto ogni 2 posti barca); 200 imbarcazioni relative a utenti dell’area urbana vicina: 1 posto auto ogni 3 posti barca, cioè 67 parcheggi e 14 posti barca in transito senza parcheggi. In totale 109 parcheggi, di cui 6 riservati alla protezione civile, eventualmente 2 alle idroambulanze. L’area delimitata, ad ovest, dal cancello di ingresso fino all’affaccio a nord verso la laguna, è riservata all’uso pedonale e ciclabile. È concessa la circolazione delle auto per le attività di servizio e per eventuali interventi di manutenzione. A est, l’accesso avviene mediante la strada esistente lungo la riva. Il privato provvede anche alla illuminazione della zona. 

Prime considerazioni

«Resta dubbia la possibilità concreta di fruizione pubblica dell'affaccio in laguna - afferma Alessandro Baglioni, capogruppo Pd in Consiglio municipale di Carpenedo - L'accesso e la visibilità lagunare da passo Campalto è penalizzata dalla disposizione della attività? È possibile valutare spostamenti delle volumetrie previste? - Chiede Baglioni - Anche il tema parcheggi, ed eventuali posizionamenti dei carrelli barca, è importante sia affrontato subito per evitare liti, già presenti, con le associazioni di kayak in loco. Bisognerebbe far in modo di arrivare alla laguna incentivando la ciclabilità. C'è poi il problema dei fondali, bassi e scarsi: va garantita la manutenzione». Sui carrelli è dello stesso avviso la consigliera Sara Visman dei 5 Stelle. Mentre per il consigliere comunale Renzo Scarpa della Lista Casson, «le imbarcazioni passeranno tutte per quel piccolissimo canale che collega passo Campalto al resto della laguna, con i rischi che ne conseguono per il traffico e l'inquinamento. Dopo il potenziamento presentato per San Giuliano e Tessera (con i bus turistici) la zona così va a subire un notevole appesantimento della navigazione lagunare e del traffico terrestre. Abbiamo a che fare con uno dei luoghi più delicati al mondo dell'assetto ambientale e lagunare. E ormai anche le barche che hanno motori "piccoli", montano come minimo 60 cavalli. Si può immaginare il moto ondoso».

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