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Cinque carabinieri indagati per presunte irregolarità dopo un arresto

La procura di Pordenone ha aperto un'inchiesta su cinque militari per accertare i fatti successivi a un'operazione di arresto di due spacciatori

Cinque carabinieri risultano indagati nell'ambito di un'inchiesta della procura di Pordenone aperta per accertare presunte irregolarità di varia natura a seguito di alcuni arresti di spacciatori eseguiti a inizio anno nella zona di Caorle. 

L'operazione da cui è partita l'indagine sarebbe quella relativa a due sudamericani, un 34enne venezuelano e un 43enne colombiano, che sono finiti in manette a febbraio a Caorle dopo che l'Arma, durante una perquisizione nella loro abitazione, aveva trovato quasi quattro etti di cocaina e oltre mille euro in contanti, insieme a un kit per il confezionamento della droga. 

Secondo alcune indiscrezioni, sembra che la procura abbia aperto un'inchiesta per fare chiarezza sul comportamento di cinque militari della sezione operativa della compagnia di Mestre (che sono già stati spostati in altre sezioni in via preventiva), dopo l'arresto degli spacciatori, relativamente ad aspetti legati a testimonianze, prove e documentazione. Ad oggi, non è stata ufficialmente accertata alcuna responsabilità. Sulla vicenda c'è la massima riservatezza da parte dell'Arma. Alcuni degli indagati, già raggiunti da perquisizione, sono anche stati sentiti in procura nei giorni scorsi. 

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