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Ospedale dell’Angelo, per i cardiochirurghi la tecnica delle valvole aortiche senza cuciture

“Siamo tra i pochi che le sostituiscono attraverso un piccolo foro nel torace: non interveniamo più aprendo lo sterno del paziente. E’ la tecnica meno invasiva possibile"

Un’intervento di Cardiochirurgia all’Angelo

Un'accademia per i medici che intendono apprendere e perfezionare le tecniche più avanzate della chirurgia sul cuore: a Mestre, dove la Cardiochirurgia dell’Ospedale dell’Angelo fa scuola. “Proporremo ad un gruppo selezionato di specialisti iscritti – spiega il primario, Domenico Mangino – lezioni teoriche e pratiche su una specifica tipologia di intervento, e cioè la sostituzione della valvola aortica con il più recente ritrovato scientifico, cioè le valvole artificiali dette ‘sutureless’, ‘senza cuciture’. Sono l’ultima frontiera in questo ambito e, come dice bene il nome, si collocano facilmente dentro il collo dell’aorta, al posto di quella originale che è stata tolta, e lì si fissano senza bisogno delle tradizionali cuciture”.

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Valvole ’sutureless’

All’Ospedale dell’Angelo, anche con l'accademia dei prossimi giorni, si impegna a diffondere l’utilizzo della tecnica, per i suoi importanti vantaggi: “Rispetto a quelle tradizionali – spiega il dottor Mangino – che obbligavano ad un intervento di poco meno di tre ore, effettuato per quasi un’ora a cuore fermo, l’intervento con le valvole ‘sutureless’ dura un’ora e un quarto, e il cuore resta fermo per poco più di dieci minuti”. Con le nuove valvole ‘sutureless’, quindi, si riduce il tempo dell’operazione, ma anche la permanenza del paziente in terapia intensiva; si accorciano poi i tempi di degenza in Reparto e si contengono infine i tempi della riabilitazione".

Ma la Cardiochirurgia di Mestre ha affinato ed è in grado di insegnare un ulteriore upgrade: “Siamo tra le pochissime Cardiochirurgie italiane – spiega il Primario Mangino – che sostituiscono le valvole aortiche in ‘minitoracotomia’, letteralmente ‘attraverso un piccolo foro nel torace’. In sostanza, per effettuare l’intervento non interveniamo più aprendo lo sterno del paziente, cioè la parte frontale del torace, ma entrando nel torace attraverso un foro di alcuni centimetri sul fianco dello stesso. E’ la tecnica meno invasiva possibile, più difficile da praticare per il cardiochirurgo, ma con ulteriori vantaggi per il paziente, che perde meno sangue durante l’intervento: proprio perché non ha subìto l’apertura dello sterno per l’accesso al cuore, ha tempi di recupero molto più rapidi, e riprende molto prima una normale respirazione e la possibilità di deambulare e di compere sforzi”.

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Lezioni pratiche

“Tra le molte richieste di partecipazione – spiega il dottor Mangino – abbiamo inteso accogliere cardiochirurghi già formati, ma ancora giovani e in grado di sviluppare poi le tecniche acquisite, d’intesa con i loro primari, nelle équipe di provenienza”. Il corso si struttura in un programma di due giornate, giovedì 24 e venerdì 25 maggio: “dopo la parte teorica – spiega il dottor Mangino – proseguiremo con le lezioni pratiche. La tecnica di sostituzione delle valvole sutureless, che richiede in particolare dimestichezza e capacità di valutare anche la corretta dimensione della valvola da utilizzare in ogni singolo intervento, verrà affinata da partecipanti con l’utilizzo dei consueti cuori di maiale. Sezioni dimostrative guideranno i cardiochirurghi alla tecnica specifica della ‘minitoracotomia’”. “Un aspetto saliente di questa ‘accademia’ – commenta il direttore Giuseppe Dal Ben – è anche quello della sua continuità nel tempo: ai giovani cardiochirurghi selezionati per la partecipazione, l’ospedale di Mestre garantisce in seguito un percorso di ulteriore approfondimento presso la Cardiochirurgia, così da garantire a chi vuole la corretta e approfondita acquisizione delle tecniche illustrate dalla ‘due giorni’ iniziale”. 

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