Venerdì, 17 Settembre 2021
Mestre Zelarino

Il figlio rischia di perdere la casa: "E la mia è occupata da irregolari"

Una pensionata mestrina chiede l'intervento delle istituzioni: "La famiglia continua a vivere lì nonostante il contratto sia scaduto da un anno"

Il figlio non riesce a sostenere le rate del mutuo e rischia di finire per strada. Lei l'appartamento ce l'avrebbe per aiutarlo e ospitarlo, ma non è disponibile perché "occupato" da un'altra famiglia che vive lì nonostante il contratto di locazione sia scaduto da esattamente un anno e, secondo la signora, fosse già stata inviata "tempestiva disdetta" a dicembre 2013.

E' su tutte le furie una pensionata mestrina, M.G., residente in zona via Miranese a Chirignago, che ora chiede che le istituzioni si muovano per trovare una soluzione perché "quell'appartamento è frutto dei sacrifici miei e del mio defunto marito - spiega - Sono anziana e se da un lato mi trovo senza il sostegno al reddito che quell'appartamento mi garantiva, dall'altro mi trovo nella condizione di non poter aiutare mio figlio e la sua famiglia, la cui vicinanza, data la mia età, potrebbe essermi di grande aiuto". Secondo quanto racconta la famiglia della donna, la famiglia affittuaria fino alla scadenza del contratto ha pagato metà di quanto pattuito. La cifra rimanente sarebbe stata sborsata da Ca' Farsetti, come contributo per il diritto alla casa.

Risultato: da un anno a questa parte il capofamiglia continuerebbe a pagare metà del canone di locazione, convinto che il resto dovrebbe essere scucito da Ca' Farsetti. "Il capofamiglia si è sempre rifiutato di lasciare spontaneamente l'immobile, sostenendo di voler attendere uno sfratto per poter poi chiedere al Comune una abitazione", spiegano i famigliari dell'anziana, che puntano il dito contro le presunte difficili condizioni della struttura. Anche a livello di sicurezza. "Non credo che due bimbi piccoli possano dormire lì dentro - continua la proprietaria - Ci sono decine di migliaia di euro di danni e lavori da sostenere".

Insomma, una situazione ingarbugliata, che non permette però alla signora mestrina di aiutare il proprio figlio in difficoltà: "Lui vuole ottenere un ulteriore aiuto economico dal Comune - dichiara la famiglia della donna - o un alloggio sfruttando lo sfratto". Il 19 luglio ci sarà la sentenza del giudice che dovrà decidere sullo sfratto, ma prima è previsto anche un incontro nella sede del Sunia, Sindacato Nazionale Unitario Inquilini ed Assegnatari, per cercare una soluzione extragiudiziale, anche perché sono già scattate le querele di parte: "Non voglio che nessuno stia senza un tetto sopra la testa, tutti hanno diritto alla casa - conclude l'anziana - ma non posso neanche lasciare la famiglia di mio figlio senza un alloggio. Credo che tutte le istituzioni già coinvolte debbano coordinarsi e farsi carico della situazione, perché è divenuta ormai intollerabile".

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