Mestre Mestre Centro / Via Giustizia, 21

Al centro "Drop In" l'integrazione la si conquista a colpi di spazzola

Una volta al mese le allieve di un istituto professionale tagliano i capelli a clochard e tossicodipendenti: "In questo modo si può crescere entrambi"

Le allieve in azione

Un modo per superare i pregiudizi a suon di spazzola e phon. Perché a volte i muri si possono superare in modi inusuali. Martedì mattina alcune giovani studentesse dell'istituto professionale di Marghera "Personal Moda" hanno messo in pratica quanto imparato durante le ore di lezione. Lo hanno fatto tagliando i capelli a clochard e tossicodipendenti del centro diurno "Drop In", in via della Giustizia a Mestre.

Una volta al mese, infatti, Viviana, la responsabile del corso, accompagna quattro allieve che volontariamente decidono di vivere questa esperienza alla struttura mestrina. Ad attenderle otto tra uomini e donne che per un motivo o per un altro si rivolgono ai volontari di "Drop In". "E' un servizio che al centro mancava - spiega Mariangela, una volontaria - In questo modo vogliamo far conoscere le nostre attività alla cittadinanza". La scuola, dunque, si apre al sociale. "Sporcandosi le mani". E due mondi spesso inconciliabili entrano in contatto.

"Anche se da noi - sottolinea Mariangela - aumentano sempre più i giovani alle prese con gli stupefacenti. Soprattutto ragazze, che magari concedono il proprio corpo al pusher di turno". Il centro "Drop In", attivo sotto l'egida del Comune, fornisce un tetto e un modo per passare il tempo lontano dalla strada. Lo slogan è "riduzione del danno": qui tossicodipendenti trovano siringhe e materiale sterile. Nel caso anche la possibilità di piccole medicazioni o di conoscere gli uffici giusti cui rivolgersi.

"Con l'iniziativa del taglio dei capelli vogliamo regalare una parentesi di normalità a chi vive per strada - commenta Martina della cooperativa sociale Gea, associazione che ha collaborato al progetto - A loro aiuta avere un appuntamento mensile da rispettare". A quanto pare queste "lezioni pratiche" sono servite sia ad allieve, sia ai modelli: "All'inizio la tensione si sentiva - racconta Viviana, la responsabile del corso professionale - Ora invece le ragazze, che hanno comunque sostenuto incontri preliminari con una psicologa, hanno potuto superare gli stereotipi con le quali magari erano partite".

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