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Chiuso il cerchio sul tentato omicidio di via Piave: in manette un pusher di 20 anni

L'aggressore, di nazionalità tunisina, venerdì è stato bloccato in un tabacchino a due passi dalla stazione. Con sé un sasso di eroina: "Fondamentali le testimonianze e le telecamere"

Al culmine della lite aveva colpito all'addome il suo contendente con un paio di fendenti, poi era scappato lasciandolo collassare a terra. Le indagini dei carabinieri hanno portato all’identificazione del 20enne responsabile, G.K. tunisino irregolare su suolo nazionale, che due settimane fa, era il 7 ottobre, aveva accoltellato G.D., un senegalese di 40 anni in via Piave, in pieno centro a Mestre. Il ferito era riuscito a trascinarsi fino all'intersezione con via Monte Nero, mantenendo sempre lucidità fino al soccorso dei sanitari del Suem, nonostante la gravità delle proprie condizioni. Ha rischiato di morire. Il ferito in seguito è stato arrestato per non aver rispettato un divieto di dimora, oltre che per aver accumulato un residuo di pena pari a quasi 1 anno e mezzo per furto aggravato e inosservanza di misure di prevenzione personali. Le indagini avevano permesso anche di stringere le maglie attorno al presunto responsabile dell'accoltellamento, che aveva fatto perdere le proprie tracce. Poi la svolta definitiva nel tardo pomeriggio di venerdì.

La comandante del Norm di Mestre, tenente Ottavia Mossenta VIDEO

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Tre uomini per neutralizzarlo

L'aggressore, già noto alle forze dell'ordine, è stato trovato dai carabinieri di Mestre all'interno di un tabacchino di via Piave, all'altezza di via Col di Lana, poco distante dal luogo del misfatto. I militari non hanno fatto fatica a riconoscerlo, avendo in mano un identikit realizzato sulla base delle testimonianze delle fasi dell'accoltellamento e delle immagini estrapolate dalle telecamere di videosorveglianza della zona. I carabinieri, in borghese, non hanno quindi perso l'occasione di bloccare il malvivente, trovando comunque più di una difficoltà nel mettergli le manette ai polsi: nonostante il fisico gracile, sono serviti tre uomini per riuscire a neutralizzarlo. Con ogni probabilità era sotto l'effetto di stupefacenti. A seguito di perquisizione gli è stato trovato addosso anche un sasso di eroina pura, del peso di circa 16 grammi. Evenienza che ha ulteriormente aggravato la sua posizione.

Trovato un coltello a serramanico

Inizialmente il tunisino si è dimostrato per nulla collaborativo. Una volta "rinsavito" ha permesso ai carabinieri di ritrovare il coltello a serramanico con il quale avrebbe accoltellato il contendente: inviato ai Ris per le analisi del caso, la lama sembrerebbe comunque compatibile con le ferite riportate dall'aggredito. Si trovava all'ex Falegnameria Rosso di via Giustizia, una delle "basi" dell'arrestato. In fase di perquisizione, inoltre, gli uomini in divisa hanno ritrovato gli abiti indossati il giorno dell'aggressione, oltre alla bicicletta con cui era scappato dopo aver accoltellato la propria vittima. Il 20enne è stato anche denunciato per resistenza a pubblico ufficiale e spaccio. Ora si trova in carcere a Santa Maria Maggiore, alla pari della sua vittima.

Movente dell'accoltellamento in ricostruzione

Non ancora delineate con precisione le circostanze che avrebbero portato all'accoltellamento, in questo senso né il ferito né l'aggressore hanno collaborato, sebbene le forze dell'ordine siano piuttosto propense a credere che ci possa essere di mezzo una questione di droga, visti i precedenti dei due protagonisti, forse legata a ragioni di territorialità.

"Le risposte di cui necessitano i cittadini"

"Stiamo mettendo molta attenzione sull'area di via Piave - ha commentato il colonnello Claudio Lunardo, comandante provinciale dei carabinieri di Venezia - Siamo consapevoli che uno che abita in quest'area ha bisogno di risposte". Gli ha fatto eco il maggiore Antonio Bisogno, comandante della compagnia di Mestre: "Ci confrontiamo con una criminalità straniera difficile da comprendere. Solo con la costante attività di intelligence del quotidiano riusciamo a dare risposte concrete ai cittadini". Il sindaco Luigi Brugnaro con un tweet si è voluto complimentare con i carabinieri: "Un grazie di cuore per il lavoro svolto", ha scritto su Twitter.

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