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Parte della merce sequestrata

Parte della merce sequestrata

Fermati i ladri "da 100mila euro" che svaligiarono la boutique Kuriat

Due giovani sono stati individuati lunedì dagli agenti del commissariato di Mestre. Trovata parte della refurtiva. Il titolare: "Ero disperato, la polizia ha avuto un'umanità straordinaria"

Sono stati fermati i ladri che nella notte tra domenica 28 e lunedì 29 ottobre avevano svaligiato la boutique Kuriat in via San Girolamo a Mestre. Si tratta di V.V., 37enne, irregolare sul territorio italiano e già espulso il 3 aprile scorso per una furto a Trento, e I.P., 25enne in fase di rinnovo del permesso di soggiorno. Entrambi di nazionalità moldava. Il colpo aveva destato scalpore sia per il valore del bottino, circa centomila euro, sia per la destrezza con il quale era stato perpetrato.

 

Il negozio, che ha l'esclusiva per il marchio Versace in città, commercializza abiti griffati. Il titolare, Franco Scandellari, può tirare un sospiro di sollievo, anche perché una parte della refurtiva (poco meno di un quarto) è stata ritrovata in due appartamenti di Mestre. Nonostante tutto non sa ancora però se l'assicurazione lo coprirà per tutto il "buco": "Vedremo. Questo furto era stato un colpo da ko - spiega - Mi avevano portato via tutto. Cinture, maglie, camicie, pantaloni. C'è da rimanere allibiti".

 

Le indagini hanno subito puntato su due giovani aspiranti clienti entrati nell'esercizio il sabato precedente al furto. Ben vestiti, eleganti. Avevano chiesto al titolare di visionare un po' di merce. Attraverso il riconoscimento delle foto segnaletiche gli agenti del commissariato di Mestre sono riusciti a farsi indicare dall'esercente il volto di V.V.: "Voglio ringraziare il dirigente Eugenio Vomiero e tutto il suo staff - sottolinea Scandellari - l'umanità con cui mi sono stati vicini ha dell'incredibile. Nella polizia si respira un'umanità straordinaria. Un fatto importante soprattutto in questi tempi in cui magari qualcuno è tentato a non credere più a niente".

Il titolare lì per lì non aveva sospettato di nulla. Durante quella "visita" di sabato dei due giovani: "Ho spesso a che fare con turisti dell'Est Europa, non avevano niente di strano".  La coppia di malviventi quindi durante il colpo ha avuto gioco facile nel sapere dove trovare la merce da trafugare. Il furto è stato architettato nei minimi dettagli: i banditi hanno tolto le serrature della saracinesca elettrica con un trapano e poi hanno mandato in frantumi la vetrina antisfondamento con una mazzetta, applicando anche due buchi nel controsoffitto per asportare una luce che poteva sembrare una telecamera di videosorveglianza. Causando ingenti danni al locale. Poi la fuga con il bottino da quasi centomila euro, in parte ritrovato sempre a Mestre. I malviventi sapevano come muoversi, evitando le telecamere della ztl per non dare nell'occhio e fermandosi poi nel parcheggio di parco Ponci a caricare la refurtiva su un Ducato rubato a Mogliano nei mesi scorsi. Un residente, accorgendosi di strani rumori, si era sporto dalla finestra, riuscendo a segnarsi (anche se con un errore) la targa del veicolo, lo stesso poi individuato in vicolo della Pineta. Al suo interno gli agenti delle volanti hanno trovato un maglione Versace. L'indizio decisivo. Attraverso degli appostamenti, poi, si è capito che V.V. era ospitato in un appartamento vicino. Lunedì mattina il blitz, dove viene trovato anche I.P., che all'arrivo degli operatori si era nascosto sopra un armadio. Gli inquirenti nell'abitazione trovano parte della refurtiva (oltre ad abiti di altre marche, valige, cellulari e macchine fotografiche). Il resto lo sequestrano nell'appartamento di I.P., in viale San Marco. Ora gli agenti stanno tentando di collegare gli altri oggetti requisiti ad altri colpi perpetrati in città.

 

Al termine delle operazioni è stata sequestrata anche un'auto di grossa cilindrata (una Jeep Grand Cherokee) a I.P., nel caso in cui in sede civile non abbia possibilità di risarcire il danno patrimoniale causato. I due sono stati sottoposti a fermo di polizia giudiziaria per ricettazione, mentre per uno è scattato anche l'arresto perché nonostante fosse stato espulso è rientrato in Italia clandestinamente. Accertamenti sono in corsi su coloro che hanno fornito loro ospitalità.

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