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Spacciavano nel parco giochi del Bissuola tra i bambini: due pusher in manette

La segnalazione è pervenuta ai carabinieri nella mattinata di martedì da un passante. I malviventi sono stati trovati in possesso di circa 25 grammi di marijuana e hashish

Stavano comodamente seduti sulle panchine, in attesa di nuovi acquirenti. Con la droga nascosta in uno dei tanti cestini del Parco Bissuola. La scena non è sfuggita ad un cittadino di passaggio, che nella giornata di martedì ha prontamente chiamato i carabinieri, per segnalare la presenza di due pusher in un parco giochi destinato ai bambini, a poca distanza dalle scuole, dediti allo spaccio tra i ragazzini.

Nessun ritegno per gli spacciatori, che pur di mandare avanti il proprio business non si fanno scupoli a "smerciare" in luoghi affollati da famiglie e, soprattutto, dai più piccoli. Nella circostanza, gli uomini in divisa del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Mestre sono intervenuti tempestivamente, per monitorare la situazione. C'è voluto poco per identificare i due malviventi, G.F., di 24 anni, e C.A. di 20, entrambi di nazionalità senegalese. Mentre erano osservati dagli occhi vigili degli uomini in divisa hanno ripetuto un'operazione collaudata ormai da tempo, da quando sul territorio sono stati intensificati i controlli contro lo spaccio: si sono alzati dalla panchina per recarsi una decina di metri più in là, nelle vicinanze di un cestino, per poi raccogliere qualcosa dal terreno sottostante. Una tecnica che impedirebbe ai malviventi di essere trovati in possesso dello stupefacente in caso di eventuali controlli.

Un comportamento altamente sospetto, che ha fatto subito scattare il controllo delle forze dell'ordine. I due pusher, a seguito della perquisizione, sono stati trovati in possesso di circa 25 grammi tra hashish e marijuana, nonché di circa 100 euro in banconote di piccolo taglio. Poi sequestrati. I senegalesi sono quindi stati condotti in caserma per i controlli di rito e successivamente arrestati per detenzione ai fini di spaccio, con l'aggravante di aver perpetrato l'azione illecita in un'area destinata ai più giovani.

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