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Raid in tre uffici a Mestre di due giovanissimi ladri "del buco", arrestati

Stanotte sono finiti in manette una 17enne e un 24enne veneziani che erano entrati attraverso dei fori nel cartongesso in tre studi al primo piano di un palazzo in via Pescheria Vecchia

Sono letteralmente "passati attraverso i muri di cartongesso". Nei film di fantascienza magari lo si può fare senza lasciare segni, nella realtà, invece, bisogna buttarli giù, o comunque fare rumore. Per questo motivo gli agenti delle volanti della questura di Venezia sono stati allertati verso le 3.45 di stanotte. In un palazzo vicino a piazzetta Matter, in via Pescheria Vecchia a Mestre, gli agenti si sono accorti che le luci di alcuni uffici del primo piano erano accese e che alcune sagome di persone in movimento erano ben visibili dalla strada.

I poliziotti si sono avvicinati all’ingresso dello stabile e hanno notato una manichetta antincendio fuoriuscire da una finestra aperta al primo piano. Gli agenti sono entrati e si sono trovati in un pianerottolo con tre porte: una di un'agenzia assicurativa, una di uno studio legale e una di uno studio di un architetto. Un grosso foro era ben visibile sulla porta dell'agenzia assicurativa, come anche sulla parete dello studio dell'architetto.

Proprio da lì sembravano provenire dei rumori sospetti. Gli agenti sono quindi entrati dal buco nel muro e hanno sorpreso una 17enne veneziana, D.G., che alla vista delle forze dell'ordine ha tentato di nascondersi dentro uno sgabuzzino, mettendosi in trappola. Vista la malparata, è "sbucato" da un foro efettuato tra l'ufficio dell'architetto e lo studio legale anche un complice 24enne della giovane, L.S., veneziano, con gli abiti completamente instrisi di polvere di gesso. Inevitabili le manette per furto aggravato in concorso.

Tutti e tre gli studi erano stati messi a soqquadro. La coppia di giovani aveva tentato di estrarre una cassaforte a muro presente nello studio dell'architetto, senza riuscirci. Dallo studio assicurativo, invece, era stato "prelevato" il fondo cassa e riposto sotto il bancone del ricevimento clienti. Nello studio legale è stata rinvenuta una borsa con dentro una macchina fotografica “Nikon”, 3mila 400 euro in contanti, una busta chiusa contenente denaro e due portafogli da donna vuoti. In più i due sono stati trovati in possesso di mille euro in contanti, posti sotto sequestro.


La diciassettenne è stata accompagnata al carcere minorile di Treviso.

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