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Lunedì, 24 Gennaio 2022
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Mestre, fanno un frontale per sfuggire alla polizia, ferita 11enne: arrestati

Per la bimba a bordo dell'altra auto lievi conseguenze. I due, giovani tunisini, fuggivano perché uno di loro era ricercato per spaccio. Si sono andati a infilare in via Duca d'Aosta, vicolo cieco

Un caso. Solo questo. Perché l'inseguimento che ieri sera si è sviluppato tra via Cavallotti e via Duca d'Aosta, in zona stazione a Mestre, poteva finire in tragedia. Una Mini Cooper beige che scappa e le Volanti della polizia dietro a braccarla, poi la decisione dei fuggitivi di imboccare contromano via Col Di Lana, una stradina stretta tra i palazzi del quartiere Piave.

Poche centinaia di metri più in là il frontale, inevitabile forse. Di sicuro temuto dagli agenti. All'angolo tra via Monte Grappa e via Duca d'Aosta i due cittadini tunisini a bordo della Mini Cooper si schiantano contro un'altra auto con a bordo una madre e, accanto, la figlia 11enne. Nonostante l'urto, e la paura, le due se la sono cavata solo con ferite lievi. La ragazzina se n'è andata dal pronto soccorso con due giorni di prognosi.

Ma l'inseguimento aveva avuto inizio prima, verso le 20.45, in via Cavallotti. Una pattuglia della questura si insospettisce alla vista di un'auto con a bordo due passeggeri che parlottano e fumano. Decidono di intervenire per un controllo. Al che la Mini Cooper parte sgommando, e le forze dell'ordine si lanciano all'inseguimento chiedendo rinforzi. Con ogni probabilità il motivo di questa condotta è che uno dei due occupanti, entrambi pregiudicati, era stato raggiunto da un'ordinanza di custodia cautelare per spaccio il 2 maggio scorso nell'ambito dell'operazione che aveva comportato otto arresti in via Piave. Mancava solo lui all'appello, ricercato da tre settimane: Mohamed Sakka, 26enne di origine tunisina. Ieri sera era il passeggero della Mini Cooper, al cui volante c'era Wissem Msahli, 25enne suo connazionale pregiudicato sempre per reati di droga. La sua perfetta parlata italiana denota una lunga permanenza nel Belpaese.

Dopo l'incidente i due continuano la loro corsa intrappolandosi da soli: imboccano infatti via Duca d'Aosta, che però è una strada chiusa. Le tre volanti che avevano alle calcagna fanno da tappo e rimangono bloccati. Al posto di arrendersi, però, i due, ubriachi, scendono e iniziano a menare le mani, e dimostrano di saperlo fare. Prima che venissero ammanettati riescono a ferire sei agenti, tra cui uno è stato colpito da un forte pugno allo sterno.


La coppia di giovani è quindi finita in carcere con l'accusa di omissione di soccorso, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Mohamed Sakka dovrà scontare anche l'ordinanza cautelare in carcere richiesta a maggio dal gip Roberta Marchiori, nonostante la quale il 26enne aveva deciso evidentemente di rimanere nel territorio mestrino.

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