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Spettro licenziamenti per archivi e biblioteche, sciopero a Mestre

I tagli dell'amministrazione hanno colpito i lavoratori delle cooperative impiegati in villa Erizzo. Sabato manifestazione, dal 30 giugno in 18 senza lavoro

Giornata di mobilitazione a Mestre: in piazza tutta la rabbia, e anche la disperazione, dei lavoratori delle cooperative finiti sotto la scure dei tagli che l'amministrazione sta praticando nel tentativo di far quadrare i conti del bilancio comunale. A farne le spese, tra gli altri, sono diciotto dipendenti dei servizi in appalto nelle biblioteche e negli archivi di Mestre e Venezia: "Lavoratori che da più di dieci anni - fa notare Cgil in un comunicato - svolgono attività fondamentali nella gestione dei servizi bibliotecari e archivistici, rendendo le bibliotche e gli archivi luoghi accessibili, promuovendo e producendo assieme ai colleghi del Comune attività per la cittadinanza, che mantengono viva la memoria e la cultura". Lavorano tra villa Erizzo e villa Settembrini, prima alla biblioteca pedagogica Lorenzo Bettin in campo San Provolo, all'archivio storico della Celestia e al Pertini.

Per tutti loro, impiegati nelle cooperative "Socio Culturale" e "Codess Cultura", da fine giugno potrebbe scattare il licenziamento. "L'amministrazione veneziana - continua Cgil - dopo aver utilizzato questi lavoratori per ogni bisogno, dalla catalogazione all'accoglienza, dalla ricerca al riordino, ha deciso di sopprimere questi servizi. Le aziende cooperative hanno immediatamente eseguito, comunicando i licenziamenti". Un provvedimento drammatico per molte di queste persone, che hanno deciso per la giornata di sabato di ricorrere allo sciopero e alla manifestazione.

Si sono dati appuntamento alle 9 davanti a villa Erizzo, con striscioni, magliette con slogan e un gazebo per raccolta firme. Poi il mini-corteo si è snodato in direzione di piazza Ferretto, dove c'è stato un incontro con il candidato sindaco Felice Casson. Persone che potrebbero restare senza un lavoro, ma non solo: "Ne va dei servizi offerti da biblioteche e archivi - spiegano i sindacati -. Non sarà più garantita l'apertura al pubblico negli orari pomeridiani e serali e nella giornata di sabato: servizi che sono utilizzati da molti cittadini, soprattutto studenti. È inaccettabile che a Venezia tagli e riduzioni di bilancio colpiscano il sociale: la sanità, le scuole e la cultura. La razionalizzazione e i risparmi comincino dall'alto, magari da chi ha lucrato sui fiumi di spesa pubblica distribuita secondo clientela".

L'invito è quindi ai commissari comunali perché rivedano almeno in parte la posizione assunta, avviando la procedura per una nuova gara che porti a una proroga fino a ottobre 2015 dell'appalto. Sarà il 20 maggio la giornata cruciale per i lavoratori, giorno in cui ci sarà il verdetto e si saprà se l'agognata deroga per la commessa alle cooperative verrà estesa fino all'insediamento della nuova amministrazione o se i lavoratori resteranno a casa. Ma in tal caso i sindacati avvertono: "Siamo pronti a occupare Ca' Farsetti".

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