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Mestre, dopo la rissa con coltelli il questore chiude la sala bingo di via Pepe per 15 giorni

Misura decretata per arginare gli episodi di violenza e le cattive frequentazioni del locale. Proseguono le indagini, giovedì una persona è stata arrestata dalla polizia

Tre persone ferite con coltelli finite all'ospedale all'alba di sabato scorso. Un episodio che ha convinto il questore Danilo Gagliardi ad emettere un provvedimento di sospensione dell'attività nei confronti della sala giochi "Bingo Venezia" di via Pepe, in centro a Mestre, e del bar al suo interno, lo "Snack bar Bingo Venezia". La rissa era iniziata in corrispondenza del locale. Come in altre occasioni del genere, la misura è stata decretata in conseguenza al susseguirsi di situazioni di violenza o di cattive frequentazioni nell'ambito dell'esercizio pubblico. Il provvedimento, notificato venerdì mattina, ha la durata di 15 giorni.

"Attacco pianificato"

Si legge in una nota diffusa dalla questura: "I due esercizi sono stati, nell’ultimo anno, teatro di episodi di violenza gravissimi e reiterati: dal diverbio, alla minaccia, alla rissa fino ad arrivare lo scorso sabato ad una vera e propria aggressione pianificata nei confronti del personale di security ed al ferimento, per arma bianca ed oggetti atti ad offendere, di tre persone. La presenza tutt’altro che episodica di persone pericolose e con precedenti penali ha determinato un concreto pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica ed uno stato di disagio da parte dei dipendenti del locale, costretti a subire continue angherie e minacce. Gli episodi di sabato scorso, messi in atto da un nutrito gruppo di pregiudicati albanesi, circa 20 persone, hanno definitivamente configurato un quadro pregiudizievole per l’ordine e la sicurezza pubblica e la tranquillità dei cittadini che il questore ha deciso di contrastare".

Uno in carcere

Proseguono nel frattempo gli accertamenti relativi alla vicenda. La dinamica è in fase di ricostruzione da parte degli agenti della questura ma intanto, nel pomeriggio di giovedì, una delle persone coinvolte è stata fermata dalle volanti della polizia: su di lui (R.K., albanese di 19 anni) c'era un provvedimento di custodia cautelare pendente, pertanto è stato accompagnato al carcere di Venezia.

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