Mestre Mestre Centro / Via Giovanni Felisati

Decine di multe per assembramenti e schiamazzi: il sindaco chiude un centro ricreativo per 30 giorni

Sigilli ad uno spazio in via Felisati a Mestre. La decisione è stata presa dopo una serie di interventi della polizia locale e della polizia di stato. Il responsabile: «Non contesto la chiusura, ma questo luogo ha una funzione sociale»

Con ordinanza del sindaco Luigi Brugnaro è stato chiuso per 30 giorni un immobile situato a Mestre, in via Felisati, in cui più volte si sarebbero registrati assembramenti e altri tipi di violazioni, compresa quella alla norma che sospende le attività dei centri culturali e ricreativi. Lo spazio è in uso all'associazione Aiv, che ha come legale rappresentante un 57enne di nazionalità camerunense.

Secondo il Comune, negli ultimi mesi ci sono stati «ripetuti interventi della polizia locale e della polizia di stato durante i quali sono state riscontrate gravi e reiterate infrazioni per violazione delle misure in materia di contenimento dell’emergenza epidemiologica» oltre che «in materia di degrado e sicurezza urbana». L'ordinanza riporta una lista di interventi effettuati dalle forze dell'ordine tra il novembre 2020 e l'aprile 2021, nel corso dei quali gli agenti hanno erogato 46 multe di cui 26 per violazione alle norme anti Covid, 11 per ubriachezza e 9 per violazione di ordini di allontanamento. Inoltre, sull'immobile grava una richiesta di sfratto per morosità.

Il sindaco ha spiegato che l'operazione è stata svolta «grazie al prezioso lavoro di controllo del territorio da parte delle forze dell'ordine e alle segnalazioni dei cittadini. Questi sigilli - continua - sono arrivati dopo un periodo di avvertimenti e devono essere un monito per quanti, italiani o stranieri, pensano di stabilirsi nella nostra città credendo di poter trasgredire le regole e restare impuniti».

Il presidente dell'associazione, Jean Aimè Mballa, spiega: «La chiusura è giusta, sicuramente i comportamenti non sono stati corretti e diverse volte i vicini hanno chiamato le autorità perché hanno notato assembramenti». Il provvedimento, però, comporterà delle difficoltà: «Siamo un'associazione di promozione sociale, è il secondo anno che siamo qua - spiega - Ci incontriamo e aiutiamo gli stranieri: ad esempio c'è chi viene perché non sa leggere una bolletta, o perché ha bisogno di attivare lo Spid. Arrivano perone di nazionalità diverse: cinesi, bengalesi, sudamericani, africani. Questa chiusura - conclude - è un problema per tanti, in particolare per quattro ragazzi che sono regolarmente ospitati nella sede dell'associazione: per un mese non sanno dove stare».

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