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Ore contate per la "moschea" di Mestre: in arrivo la diffida, poi scattano i sigilli

Tre giorni di tempo dalla notifica per mettere a norma i locali. La chiusura, però, appare scontata. Venerdì ultimo giorno di preghiera. Il Comune: "Un incontro per trovare soluzioni"

Gli striscioni di protesta

Questione di ore, non di più. Dopodiché ai responsabili della "moschea" di via Fogazzaro sarà consegnata la diffida con cui si intima di cessare l'attività, a meno che non si rispettino le norme. Il documento è stato firmato mercoledì mattina, durante la riunione del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza in prefettura. Giovedì, o al più tardi venerdì, sarà notificato ai responsabili del centro culturale mestrino. Si avvicina sempre più uno dei passaggi cruciali di una vicenda che sta tenendo banco da mesi in città: la "moschea", diventata punto di riferimento soprattutto della comunità bengalese, si è tramutata nel tempo in luogo di preghiera a dispetto della sua destinazione d'uso. Si tratta di locali "commerciali", dove ora trovano spazio invece imam e sermoni.

Specie durante la giornata di venerdì. Il Comune ha quindi optato per la sospensione dell'attività. Alla notifica dell'atto ci saranno 3 giorni di tempo per metterci una pezza, dopodiché scatteranno i sigilli. Oramai scontati: "Sono state accertate delle violazioni di carattere edilizio, nonché sulla destinazione d'uso dell'immobile, che non consentono, a tutela degli stessi frequentatori, il mantenimento dell'apertura", dichiara in una nota la prefettura.

Venerdì sarà con ogni probabilità l'ultimo giorno di preghiera in via Fogazzaro, dopodiché si aprirà un altro problema: dove andranno i membri della comunità bengalese? Nei giorni scorsi Kamrul Syed, il portavoce, ha dichiarato che non rimarrà alternativa se non di andare a pregare nei parchi, "magari nello spazio verde di via Sernaglia". Uno scenario che il Comune intende evitare: per questo è partito l'invito alla comunità di un faccia a faccia per trovare uno spazio alternativo dove continuare l'attività religiosa.

Obiettivo: individuarlo lontano dal centro mestrino, in una zona piuttosto isolata. In cui quindi le preghiere alle 5 del mattino possano non dare fastidio ai residenti. Martedì la scenografica protesta dei residenti di via Fogazzaro, che sul palazzo della "moschea" hanno attaccato degli striscioni con cui chiedere il rispetto delle norme. "La comunità cingalese è ben integrata e insediata nel territorio - conclude Ca' Corner - si avvieranno da subito i contatti con i referenti responsabili, allo scopo di individuare, nell'ottica di un rapporto improntato al dialogo e all'integrazione sociale, dei luoghi alternativi per la preghiera, nel rispetto delle disposizioni normative vigenti in materia".
 

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