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Area di viale Ancona del quartiere Altobello, foto di archivio

Area di viale Ancona del quartiere Altobello, foto di archivio

Un parco per il quartiere Altobello: «Venga ascoltata la volontà di molti»

L'area, 140 mila metri quadri di terreno, appartiene a Italgas ma il vecchio piano del 2010 con il verde pubblico è decaduto e ora comitati e cittadini chiedono al Comune di riprogettarlo assieme

Verso la realizzazione del parco ad Altobello, così si sono espressi molti cittadini che hanno intenzione di dar avvio a un percorso partecipativo sull’utilizzo dei terreni a ridosso di via Torino, viale Ancona e via Squero, di proprietà Italgas, chiedendo alla società di realizzare questo loro obbiettivo. Sulla questione è intervenuto anche il Partito Democratico agli inizi di marzo, con un'interrogazione del consigliere comunale dem Emanuele Rosteghin che ha trovato il sostegno degli altri gruppi consiliari di minoranza. 

È stato chiesto, sui 140 mila metri quadri di terreno, di partire dal vecchio piano del 2010, decaduto, che prevedeva 111 mila metri quadri a parco attrezzato e 26 mila a zona residenziale. «L'importante - aveva detto Rosteghin - è garantire che al centro della lottizzazione ci sia il parco», chiedendo al Comune di avviare la trattativa con la proprietà e coinvolgere i cittadini, associazioni e categorie in un dialogo per progettare l'area, come già il quartiere di Altobello aveva fatto nel 2000 attraverso un processo decisionale partecipato. L'assessore all'Urbanistica Massimiliano De Martin, nell'occasione dell'audizione della quinta commissione il 2 marzo scorso, ha assicurato che le bonifiche iniziate un anno fa sono in corso e che ci vorranno ancora tre anni per portarle a termine, con una spesa di 10 milioni di euro a carico del privato.

Alcune associazioni di Altobello hanno chiesto che, nonostante sia una prerogativa di Italgas quella di utilizzare parte dell’area di sua proprietà per la costruzione di edifici, venga ascoltata la volontà di molti cittadini di vedere realizzato un grande parco pubblico, sulla maggior parte della superficie, andando oltre quanto indicato dal piano regolatore, se possibile. Chiedono anche di non considerare nel parco il verde, i parcheggi e le vie d’accesso asservite alle costruzioni, «nelle quali zone Italgas potrebbe piantare il maggior numero possibile di alberi». “Un parco per la città, mille parchi per l’umanità”, scrivono, per combattere l’inquinamento, per dare spazi ai giovani, ai bambini, agli anziani, ai ragazzi del quartiere e di tutta la città, e per avere luoghi liberi e accessibili a tutti. Un altro aspetto importante che sottolineano gruppi e comitati è la relazione con l’università, sia per la vicinanza fisica che per un rapporto con le strutture di ateneo, compreso il Cus (centro sportivo universitario).

«Può essere pensata anche una struttura legata all’acqua, una piccola darsena per attività nautiche: siamo a ridosso del canal Salso e vicinissimi a San Giuliano e a Forte Marghera, quindi alle sponde della laguna - scrivono Lorenzo Visentin, Cristina Lubiato Andrea Bonifacio, Giovanna Burigana e Roberto Caligaris -. Si tratta di dare spazio alla città, nel ricordo della “Mestre bella” rivendicata da Gaetano Zorzetto, che fu tra i primi a pensare a questo parco. A tal fine, in relazione alla prosecuzione dell’intero progetto, chiediamo un incontro al più presto con la Municipalità, con il Comune e con Italgas. Chiederemo un’assemblea pubblica con i cittadini di Altobello».

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