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"Daspo urbano, zona no alcol e tolleranza zero", faccia a faccia tra Cmp e il Comune

Giovedì pomeriggio alcuni tra i capizona del comitato cittadino hanno incontrato il capo di gabinetto, Ceron. Consegnato un documento in cui si sintetizzano le proposte per la sicurezza

Un lungo elenco non solo di risultati, ma anche di proposte per migliorare la vivibilità della città e contrastare il degrado che in alcune zone è diventato uno dei problemi preponderanti. Alcuni tra i responsabili delle varie zone tra terraferma e laguna del comitato Cmp a difesa del cittadino sono stati ricevuti giovedì pomeriggio nella sede del Comune dell'ex Carbonifera a Mestre dal capo di gabinetto di Ca' Farsetti, Morris Ceron, consegnando un documento con idee e suggerimenti per cercare di migliorare il livello della sicurezza urbana. L'appuntamento si inscrive in una serie di incontri che l'amministrazione comunale ha in calendario per ascoltare le varie rappresentanze della cittadinanza.

Daspo urbano

Il portavoce del comitato Cmp, Luigi Corò, ha concentrato l'attenzione soprattutto sul mancato utilizzo in città (fino a questo momento) del daspo urbano, misura prevista dal decreto Minniti ma che ancora non può contare sulle circolari interpretative ministeriali.

Il documento consegnato dal comitato Cmp

Sgomberi, controlli, telecamere

"Sono state oltre 1700 le segnalazioni alle forze di polizia per interventi urgenti - sottolinea il comitato nel documento - 542 tra le denunce, le querele o gli esposti". Una delle richieste è stata quella di introdurre norme che impongano lo sgombero immediato o la demolizione di edifici occupati in maniera abusiva, oltre che chiudere tutti gli spazi pubblici ritrovo di malintenzionati e puntare sulle telecamere di sorveglianza. Tra i "cavalli di battaglia" del comitato l'azzeramento delle tasse locali per coloro che aprono esercizi commerciali di vicinato in aree degradate. In più, in zona stazione di Mestre, è stato chiesto il divieto di somministrazione di alcolici per un raggio di un chilometro dallo scalo ferroviario. In funzione antidroga, invece, la proposta è di inoltrare al prefetto tutti i numeri di targa di auto i cui occupanti vengano sorpresi in attività di compravendita di stupefacenti, costringendoli all'esame del sangue.

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