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I commercianti mestrini puntano sull'M9: "Si dimostri un volàno di idee e di progresso"

Confesercenti mette a disposizione il proprio osservatorio economico, oltre che la propria rete di relazioni, per puntare su innovazione e rigenerazione urbana: "Invertiremo il trend"

Il museo M9 come volàno di sviluppo e innovazione. I commercianti mestrini sperano che la realtà che tra poco aprirà i battenti in centro città possa invertire il trend, mettendo sul piatto nuove energie (e idee) in grado di rendere più attrattiva la zona di piazza Ferretto e le vie limitrofe. Sono anni oramai che la piccola distribuzione soccombe di fronte alla crescita che appare per certi versi inarrestabile dei centri commerciali nell'hinterland: "Con l'M9 si apre una stagione che può segnare un decisivo cambio di passo nella filosofia della rigenerazione urbana - dichiara Maurizio Franceschi, direttore di Confesercenti Venezia - rendendola un fattore di sviluppo economico e sociale. Il museo nella sua combinazione di spazi culturali e spazi commerciali può indicare alla città, in tutte le sue componenti, l’inizio di un percorso verso una soluzione originale fondata su un processo di innovazione aperta e continua".

Gli esercenti sperano nel prospettato mix di ingredienti, tra cultura, socialità, innovazione e working space che potrebbe nei prossimi mesi trovare spazio a Mestre: "L'M9 non sia solo un'opera di architettura, ma anche una realtà in grado di raccontare un'identità e sviluppare momenti di relazione e partecipazione”. La logica che si intende perseguire è quella del distretto, in cui contano anche i rapporti umani, e non quella del centro commerciale, in cui ciò che conta è la quantità di merce in vendita. 

“E’ un lavoro impegnativo di progresso e di idee che dobbiamo necessariamente compiere in quest’anno e mezzo che ci separa dall’apertura di M9 – conclude Franceschi - Le associazioni di categoria si propongono come laboratorio aperto in questo senso". Si punta sul turismo, sulle nuove tecnologie e sui nuovi strumenti di comunicazione: "E' possibile ipotizzare una collaborazione nella commercializzazione dei fondi commerciali sfitti - afferma Confesercenti - per soluzioni condivise mettiamo a disposizione un osservatorio economico sul rapporto tra economia e sviluppo urbano, i nostri rapporti col sistema universitario e la nostra esperienza nel campo dello sviluppo dei 'distretti urbani del commercio'". 

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