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"Lui mi ha violentata", non era vero: giovane condannata per calunnia

Il giudice ha disposto in primo grado un anno e sei mesi di reclusione pena sospesa per una 23enne mestrina. L'accusa di stupro nel 2010

"Nessuna violenza sessuale". L'aveva stabilito già un'indagine precedente, ma ora il risultato è stato ribadito anche dal processo complementare. Una mestrina di 23 anni (ma all'epoca dei fatti ne aveva quattro di meno) è stata condannata in primo grado dal giudice David Calabria a un anno e sei mesi di reclusione pena sospesa, 12mila euro di risarcimento e al pagamento anche di 2.500 euro di spese legali per calunnia. Si chiude in questo modo una vicenda giudiziaria che aveva coinvolto prima come accusato poi come parte lesa un 24enne mestrino, ora uscito "pulito" dai processi. Al tempo venne accusato di stupro dalla giovane, che affermò ai carabinieri che quella notte del 4 ottobre 2010, quando ebbe un rapporto sessuale nel letto del ragazzo, non era affatto consenziente.

Dopo quella "famosa" notte ad alto tasso alcolico lei si svegliò nuda in casa del giovane. Dopo qualche giorno affermò che lei, qualsiasi cosa fosse successa, sarebbe stata costretta a farlo. Nonostante l'alcol ingerito. Ne scaturì quindi un'azione giudiziaria. Le indagini portarono all'assoluzione del giovane, che ammise il rapporto sessuale ma dichiarò di essere stato lui quello corteggiato dei due. Una versione dei fatti suffragata dagli amici con cui aveva condiviso la serata in discoteca. E il post serata.

Secondo loro era stata la ragazza a provocare il coetaneo, anche in modo ripetuto e abbastanza spinto. Se le indagini per violenza sessuale si chiusero, se ne aprirono altre. Per calunnia. La ragazza venne rinviata a giudizio a febbraio scorso, ora i titoli di coda. Le indagini scaturirono dalle dichiarazioni spontanee che la ragazza proferì davanti ai carabinieri alcuni giorni dopo il "fattaccio". Raccontò di essere stata talmente ubriaca da non ricordare nulla, tanto da perdere conoscenza all'interno dell'abitazione dell'amico. Salvo poi svegliarsi completamente nuda nel suo letto.

Le indagini avrebbero però appurato come attraverso il telefono e alcune chat su Internet la giovane avrebbe all'inizio raccontato quanto accaduto agli amici. Anche con lo stesso giovane avrebbe parlato in modo cordiale della serata. Senza mostrare rancore o altro. Per questi motivi il gip nel novembre 2012 archiviò la posizione del ragazzo, chiedendo di aprire un nuovo procedimento per calunnia ai danni della ragazza.

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