Giovedì, 13 Maggio 2021
Mestre

Lacrimogeni in centro a Mestre, battaglia alle porte del municipio La diretta dal Consiglio Comunale

Seduta del parlamentino locale lunedì, ma le tensioni in aula si sono presto trasformate in scontri tra fazioni all'esterno della sede dell'amministrazione

Da scontro a colpi di voti a battaglia per le strade del "salotto buono" di Mestre: il Consiglio comunale di lunedì, il primo dopo il rilascio e le conseguenti dimissioni del sindaco Giorgio Orsoni, è degenerato in uno scontro tra forze dell'ordine, militanti di Forza Nuova e manifestanti No Global, tutti riuniti in via Palazzo per far sentire le proprie ragioni.

SCONTRI DAVANTI AL MUNICIPIO

IL DISCORSO DI GIORGIO ORSONI

ARRIVA UNA "GIUNTA TECNICA"?

IL CONSIGLIO - Prima della seduta vera e propria al primo piano dello stabile di via Palazzo il sindaco ha voluto riunire i capigruppo spiegando le sue intenzioni: fondamentale, per il primo cittadino, eleggere il prima possibile due nuovi assessori "tecnici" in grado di tenere le deleghe "vacanti" e firmare quindi tre importantissime delibere per la città: quella sui fuochi del Redentore, quella sugli orari Actv in laguna e, infine, il documento per l'attuazione del fondo per i dipendenti comunali. Senza queste firme, infatti, tutti e tre i progetti andrebbero definitivamente in fumo. Stabilita la sua linea il sindaco ha aperto il Consiglio, spiegando nuovamente le sue ragioni (come aveva già fatto giovedì) e illustrando la sua intenzione a non ricandidarsi (notizia che ha suscitato un boato tra i cittadini al piano terra del municipio, dove il Consiglio veniva seguito in streaming) ma neppure a lasciare la carica prima dei venti giorni previsti dalla legge. L'atmosfera si è però scaldata in fretta dentro la sala consiliare: una contestatrice seduta proprio davanti allo scranno di Orsoni ha preteso di parlare, scatenando in breve una piccola bagarre. Dopodiché gli animi si sono subito incendiati tra il consigliere Beppe Caccia (In Comune) e Sebastiano Bonzio (Federazione della Sinistra) e il leader di Forza Nuova Roberto Fiore, con il rappresentante lagunare Sebastiano Sartori. Dopo la votazione sul cambio di ordine del giorno la seduta è stata quindi sospesa temporaneamente. È stato allora che lo scontro si è spostato all'esterno, tra i tavolini dei bar di via Palazzo.

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GLI SCONTRI - Una volta fuori dai cancelli della sede comunale mestrina, infatti, i facinorosi che cercavano di ottenere l'attenzione del sindaco si sono schierati in due falangi, una di fronte all'altra: i manifestanti di Forza Nuova si sono infatti raggruppati dal lato di viale Garibaldi, i No Global invece dando le spalle alla torre. Dopo alcuni scambi infuocati, tra chi insultava e chi consigliava agli avversari di "andare a lavorare", in breve dal fronte di estrema sinistra sono partiti un paio di bengala, rilanciati immediatamente indietro dagli esponenti della destra mestrina. Uno dei fumogeni ha centrato il tavolino di un bar, incendiando la tovaglia e obbligando i poliziotti in tenuta antisommossa ad intervenire, ma ormai gli animi erano roventi e sono infatti scattati i primi inseguimenti e le prime cariche degli agenti per disperdere i manifestanti. Alla fine, nel tentativo di riportare l'ordine, i poliziotti hanno sparato tre o quattro lacrimogeni in via Palazzo e uno in via Pio X. Dopo il fuggi fuggi generale i contestatori si sono di nuovo radunati, stavolta a debita distanza, e grazie la mediazione degli agenti e di qualche consigliere comunale sceso in strada si è cercato di trovare un punto d'incontro, ma la formazione No Global ha continuato a chiedere di poter indire una conferenza stampa vicino ai portoni del municipio. Cosa che alla fine è accaduto.

LE PREVISIONI - Dopo il terremoto serve capire se nelle prossime ore ci saranno ancora scosse di assestamento. O la stabilità, sia pure precaria, tornerà a prendere il sopravvento. Nel primo pomeriggio di lunedì, infatti, c'è il primo Consiglio comunale dopo le dimissioni del sindaco Giorgio Orsoni, che rimarrà in carica fino a fine giugno. E che potrebbe essere presente all'assemblea. Poi tutto decade. Compreso il parlamentino locale, che si riunisce nel Municipio di Mestre. Resta da capire se tutto si concluderà lunedì, con le dimissioni in blocco dei consiglieri, o, in alternativa, ci saranno altre sedute per approvare alcuni provvedimenti urgenti per la città. In primis il conto consultivo 2013, che se non avrà ottenuto l'ok dall'assemblea entro luglio si rivelerà foriero di pesanti sanzioni per le casse comunali, le quali già non vivono una situazione rosea. Il bilancio di previsione, infatti, con ogni probabilità dovrà redarlo il commissario prefettizio, con la necessità di trovare in fretta 40 milioni di euro. Saranno tagli ingenti. Per forza. Resta da capire dunque se alcuni provvedimenti potranno ottenere l'ok del Consiglio in questi giorni (altre due sedute sono in programma, ma bisogna vedere se avranno effettivamente luogo, il 23 e 24 giugno). Ci sono le bonifiche di Porto Marghera, ci sono gli orari estivi di Actv (che lancia l'allarme), ci sono tante altre delibere che potrebbero finire nel cestino nel caso in cui arrivino subito i titoli di coda.

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Alcuni consiglieri si sono già dimessi: oltre a Jacopo Molina del Pd, renziano, che si è dichiarato fuori già venerdì prima delle dimissioni di Orsoni, ha annunciato le dimissioni già il consigliere del Movimento Cinque Stelle Gian Luigi Placella. Il punto di domanda più grosso pende sulle teste dei consiglieri del Pd, partito attaccato senza mezzi termini dal primo cittadino lagunare. Staccheranno subito la spina? Di certo lo faranno già Fratelli d'Italia, mentre per il resto del centro-destra si vedrà all'ultimo. La Lega invece è per rimanere in sella e votare il votabile lasciando tutto in ordine prima dell'arrivo del commissario.

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