Venerdì, 25 Giugno 2021
Mestre Marghera / Via Trieste

Consumatori sul piede di guerra: "Velocar utili solo ai soldi delle multe"

Il presidente di Adico Carlo Garofolini commenta la decisione di Ca' Farsetti sull'installazione dei rilevatori a Mestre: "La soluzione è il contasecondi sopra ai semafori"

"Il centro di Mestre è ormai ingabbiato in una rete di divieti e limitazioni al traffico, e con questi ulteriori provvedimenti la zona inaccessibile e mortificata si amplia. Invito l’assessore alla Mobilità Ugo Bergamo a farsi la patente e mettersi almeno una volta al volante in prima persona per le vie della terraferma, forse allora capirà a cosa mi riferisco: installare ulteriori Velocar rende ancora una volta palese una visione della viabilità che non ha niente a che vedere con la sicurezza ma punta solo ad aumentare le entrate dalle multe per le casse comunali".

Il presidente di Adico Associazione Difesa Consumatori, Carlo Garofolini, commenta così la decisione di Ca’ Farsetti di installare due nuovi Velocar in via Trieste zona Case Nuove a Marghera e sul Terraglio, all’altezza delle piscine. L’alternativa, secondo Adico, c’è e "sarebbe molto più efficace ai fini di deterrenza e quindi della prevenzione di violazioni al codice della strada come, appunto, il passaggio in un incrocio a semaforo rosso". Continua Garofolini: "Si tratta dello strumento del contasecondi, che rende immediatamente visibile all’automobilista quanto tempo ha a disposizione per decidere se compiere una manovra piuttosto che un’altra – spiega Garofolini – ma non mi sorprende che a Mestre si prosegua sulla via del Velocar, dispositivo inadatto a svolgere il compito per cui viene installato dal momento che nella stragrande maggioranza dei casi sanziona chi per sua sfortuna si ferma anche solo con mezza ruota sulla riga dello stop, ma perfetto per incrementare il numero delle sanzioni e quindi le entrate del Comune".

"In associazione infatti, tra le decine di persone che stiamo assistendo nei ricorsi, nemmeno una era passata con il semaforo rosso. Eppure abbiamo visto troppi casi di famiglie, studenti, pensionati letteralmente rovinati come fossero stati criminali da multe prese per l’attivazione di questi dispositivi elettronici. È vero, spesso dopo le prime settimane il numero di infrazioni si normalizza, ma chi si occupa di quelle centinaia di persone vittime della sperimentazione? – conclude il presidente di Adico – continueremo a contestare questi provvedimenti finché non inizieremo a vedere un po’ di buon senso nelle decisioni di questa amministrazione".

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