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I controlli sono scattati in via Piave

I controlli sono scattati in via Piave

Mestrina sfruttata dal parrucchiere cinese: no ferie, lavoro tutti i giorni

Era l'unica possibilità per la signora di trovare un'occupazione. I carabinieri sospendono tre attività mercoledì mattina in via Piave

Da sei mesi costretta a lavorare ogni giorno che Dio ha mandato in terra. Senza vacanze, senza permessi. Senza nulla. Del resto questi erano i turni e questa soprattutto è stata l'unica opportunità che ha trovato una signora mestrina che mercoledì mattina, manco a dirlo, era intenta a tagliare i capelli anche quando nel negozio di parrucchiere cinese di via Piave sono entrati i carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Venezia con i colleghi della stazione di Mestre. Uno di quegli esercizi che sono sorti come funghi in città che hanno fatto il pieno di clientela grazie ai prezzi bassi.

Il titolare dell'attività, un 25enne cinese, è stato denunciato per omessa valutazione dei rischi e per omessa formazione del personale. Ma ciò che più ha attirato l'attenzione è stata naturalmente la storia di questa signora che pur di lavorare dal gennaio scorso si è messa nelle mani di chi di diritti e di turni forse non aveva mai sentito parlare. Impiegata ufficialmente part-time, invece sfruttata per almeno dieci ore al giorno.

Questo è solo uno degli esercizi finiti nel mirino delle forze del'ordine mercoledì. Ancora guai sono arrivati infatti anche per un'azienda di rivendita di telefonini molto nota tra quanti cercano posti low cost per riparare il proprio smartphone. Già un mese fa erano scattati i sigilli per irregolarità in fatto di dipendenti e lavoratori, a una trentina di giorni di distanza l'ennesima sospensione. Un lavoratore sarebbe stato infatti assunto in maniera irregolare sul totale di cinque, dunque la sanzione durerà finché la sua posizione non sarà sanata. Allo stesso modo, il titolare (cinese sui cinquant'anni) è stato denunciato per l'omessa valutazione dei rischi sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e per la mancata formazione del personale sul tema. Dopodiché sono "piovute" numerose multe: 2mila euro per il lavoratore irregolare, cinquemila per le condizioni igieniche soprattutto della zona dei bagni, altre due contravvenzioni che accompagnano le denunce.

Identiche segnalazioni alla Procura sono scattate anche nei confronti del gestore trentenne di nazionalità romena di un supermercato etnico sempre di via Piave a Mestre. In tutto dovrà pagare circa 15mila euro di multe, con in più l'aggravante di aver dato da lavorare a un cittadino moldavo senza permesso di soggiorno. Il titolare è stato quindi denunciato per impiego di manodopera clandestina. E' stato costretto a tirare giù la saracinesca perché un addetto su tre era in nero (sempre il cittadino moldavo di prima).

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