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Controlli in via Verdi, "pizzicati" due stranieri con documenti falsificati

Gli agenti delle Volanti avevano notato qualcosa di strano nella patente del guidatore e i successivi accertamenti hanno confermato i sospetti

Due indagati in stato di libertà per possesso di documenti falsi e permanenza illegale nel territorio nazionale. Così sono finiti i controlli tenuti lunedì della squadra Volanti della Questura di Venezia. Intorno alle 14, in via Verdi, gli agenti avevano infatti fermato un’autovettura con due persone a bordo, in seguito identificate per C.C. e C.M., entrambi cittadini moldavi. Nel corso del controllo C.M. ha riferito ai poliziotti di essere clandestino e privo di documenti d’identificazione, mentre il conducente C.C. ha esibito una patente di guida rumena a lui intestata. Da un’accurata osservazione al documento gli operanti hanno notato alcune difformità rispetto ai modelli rilasciati dallo stato rumeno. In particolare la patente risultava sprovvista di micro scritture con dicitura “Romania”, sia a contorno della foto e sia nel retro.

NEI GUAI - Considerata la probabile falsità del documento, gli agenti si sono fatti consegnare un altro documento di identificazione, anch’esso però difforme dall’originale. I poliziotti hanno quindi fatto scattare il sequestro dei due documenti esibiti. Al fine di procedere a una compiuta identificazione dei due giovani, le autorità hanno accompagnato gli stessi presso gli uffici della polizia scientifica per sottoporli ai rilievi fotodattiloscopici. Dalle risultanze Afis è emerso che i dati anagrafici riportati sui documenti falsi, corrispondevano alle generalità declinate dal soggetto; inoltre è stato accertato che il giovane risultava in possesso di un foglio di soggiorno a tempo indeterminato. Espletate le formalità di legge, il C.C. è stato deferito all’autorità giudiziaria competente per i reati di guida senza patente e uso e possesso di documenti falsi. L’autovettura è stata quindi sottoposta a fermo amministrativo. Dagli accertamenti Afis effettuati su C.M., è risultato invece che lo stesso era clandestino e quindi accompagnato dagli agenti operanti presso il locale ufficio Immigrazione, ove gli è stato notificato il decreto di espulsione con contestuale ordine del Questore di abbandonare il territorio nazionale entro il 28 ottobre.

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