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La comunità bengalese marcia unita: "Sicurezza per tutti in città"

La manifestazione è stata organizzata per chiedere sicurezza e stemperare il clima dopo le ultime aggressioni subite nel centro di Mestre

Nel pomeriggio di domenica a Mestre si è svolto il corteo aperto a tutta la cittadinanza per dire basta alle aggressioni da parte delle baby gang. Oltre un migliaio gli appartenenti alla comunità bengalese per chiedere di poter vivere "in sicurezza, nella città di tutti". Al loro fianco anche gli esponenti dei centri sociali e diversi esponenti politici, tra cui l'ex vicesindaco Sandro Simionato e il presidente dela Municipalità Flavio Venturini. Ma è stato soprattutto un corteo di gente comune. Di operai della Fincantieri come di addetti alle pulizie, di camerieri e di cuochi, così come di donne, uomini, anziani e bambini. Compreso qualcuno di quei ragazzi presi di mira da baby gang di adolescenti che da importunatori a più riprese si sono tramutati in picchiatori e pure in rapinatori.

Mestre, corteo dei bengalesi domenica 26 aprile 2015
"Sono due anni che chiediamo risultati per difenderci da queste aggressioni, ma per ora non ce ne sono stati", ha dichiarato Kamrul Syed, il rappresentante della comunità bengalese di Venezia. Per lanciare un segnale forte di "presenza" ha quindi deciso di organizzare una manifestazione che ha fatto sfilare per le strade di Mestre
oltre un migliaio di persone. "Una marcia aperta a tutti i cittadini - ha sottolineato - perché la sicurezza è un patrimonio di tutti. Desideriamo che il nostro futuro diventi un prato pieno di fiori diversi". Da tempo i bengalesi (e non solo) sono stati nel mirino di ragazzi che, per futili motivi e talvolta considerandolo "un gioco", hanno aggredito diverse persone.

Mestre, corteo dei bengalesi domenica 26 aprile 2015
La goccia che ha fatto traboccare il vaso e che ha indotto Syed a darsi da fare per far sì che parte dei 7mila bengalesi che gravitano sulla città (tra laguna e terraferma) iniziassero ad alzare la voce è stata l'aggressione subita da un suo connazionale solo pochi giorni fa in Piazza Ferretto.
Il 7 aprile infatti, verso le 21 un venditore di rose è stato aggredito e malmenato da alcuni ragazzini (DETTAGLI). "Ci attaccano perché siamo forse più deboli - ha continuato Syed -. Perché piuttosto che rispondere alle provocazioni abbassiamo la testa. Noi non vogliamo lo schema violenza contro violenza. Nessuno deve farsi giustizia da sé".

Il corteo di domenica pomeriggio quindi è stata la risposta pacifica della comunità bengalese a Mestre. Numerose le famiglie e i bambini presenti al corteo con in mano i cartelli con su scritto: "Sicuri nella città di tutti, no alla violenza e alla discriminazione, sì al rispetto ed alla convivenza".

Anche i centri sociali hanno manifestato la propria solidarietà e vicinanza alla comunità bengalese marciando al loro fianco. Iniziata alle ore 17,  la manifestazione Mestre, corteo dei bengalesi domenica 26 aprile 2015
ha poi attraversato via Piave, via Carducci, via Rosa e piazza Barche. Si è conclusa infine in piazzetta Coin
, proprio nel centro di Mestre, teatro delle ultime aggressioni.
 

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