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D'Este sulle nuove strade dello spaccio, i pusher spariscono ma poi tornano subito

L'assessore alla Sicurezza ha voluto rendersi conto di persona della situazione in via Fogazzaro a Mestre. C'è chi ringrazia e chi l'invita a casa: "Li ho davanti tutto il giorno"

Un'ora prima dell'arrivo dell'assessore alla Sicurezza diversi residenti tra via Cappuccina e via Fogazzaro hanno segnalato un'ingente presenza di forze dell'ordine. Di tutte. Nessun collegamento, avrebbe spiegato poi il comandante della polizia municipale Marco Agostini, con l'arrivo di Giorgio d'Este verso le 17.30 nella via del centro mestrino che nei giorni scorsi è stata protagonista di preoccupanti fatti di cronaca.

Tant'è. L'esponente della giunta Brugnaro ha voluto rendersi conto di persona della situazione che si è venuta a creare nella laterale che collega corso del Popolo a via Cappuccina, dove sabato scorso un residente è stato colpito con un pugno da un pusher. "L'avevamo già arrestato tre volte e da un paio di mesi ne avevamo chiesto la carcerazione", ha sottolineato Agostini, commentando il fatto di cronaca. All'arrivo dell'assessore con gli uomini in divisa della ventina di personaggi che poco prima stazionavano sui marciapiedi non c'era più nemmeno l'ombra. Sono veloci e organizzati. Sanno come evitare guai. Nel frattempo l'assessore viene avvicinato da una donna che ringrazia: "E' difficile, ma grazie per essere venuto", commenta sorridente stringendogli la mano. Subito dopo il sopralluogo, però, tutto torna come prima. Lo denuncia un residente: "E' stata una sfilata - attacca - un'ora dopo ho dovuto allontanare due tossici e uno spacciatore. C'era anche 'Bandana', l'aggressore di pochi giorni fa. Gironzolava sghignazzando".

Durante la visita, oltre a chi ringrazia, c'è chi si dice "disperato" per la situazione. I giudizi si fanno taglienti. Si avvicina un fotografo. Invita l'assessore a casa sua: "Venga, le mostro io cosa vuol dire il degrado qui - ha dichiarato - ho prestato la mia casa anche ai carabinieri e ho documentazione che potrebbe esserle molto utile. Ho una figlia di dodici anni, ma la sera non possiamo farla uscire di casa. La devo accompagnare alla scuola di danza dietro l'angolo. Non è così che si vive". D'Este ascolta, annuisce. "Siamo venuti appunto per raccogliere informazioni. Tutto ci può essere utile. Come abbiamo spostato gli spacciatori da via Piave li sposteremo anche da qui", promette. Si mostra preoccupato anche il titolare del negozio Favaretto, sempre in via Fogazzaro: "Si nascondono e spacciano nascondendosi dietro al mio furgone - racconta - li vedo dalla vetrina. Servono misure efficaci".

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Intanto i controlli proseguono: tra la Bissuola e via Monte San Michele, grazie al cane antidroga della Municipale "Kuma", è stato sequestro mezzo chilo di marijuana e hashish. Era nascosta tra i cestini, gli anfratti tra i muri, le grondaie. All'operazione, disposta dal questore di Venezia, Angelo Sanna, ha partecipato anche la polizia di stato, che lunedì, su segnalazione dei residenti, è intervenuta sempre al parco Bissuola. Erano stati visti dei possibili pusher nascondere dello stupefacente tra il terreno e sono stati sequestrati circa 20 grammi di stupefacente. Sempre lunedì, invece, è stato denunciato anche un 33enne ghanese sorpreso in via Salettuol (altra strada dello spaccio) con un martello e dello stupefacente. Insomma, gli sforzi per contrastare microcriminalità e degrado ci sono.

"Non arretreremo di un centimetro - ha dichiarato D'Este - noi non ci stuferemo. Saranno loro a stufarsi prima". Il dito viene puntato contro la legge, "che non permette di togliere dalla strada queste persone". La ricetta? "Intensificare le attività interforze, come già stiamo facendo - conclude D'Este - puntando ai reati che non sono stati derubricati. Le denunce a piede libero non sono un deterrente. Da mesi abbiamo fatto pressione al governo per chiedere un decreto in materia di sicurezza urbana. Abbiamo impegnato anche il Consiglio, che ha approvato una mozione. Vogliamo avere la possibilità di chiudere in camera di sicurezza chi desta allarme sociale".

All'assessore è stata consegnata anche una petizione dal comitato Marco Polo a Difesa del Cittadino, rappresentato da Luigi Corò: "Chiediamo di proseguire i lavori appena ultimati nella parte finale di via Cappuccina e l'istituzione di un senso unico che permetta solo il transito in uscita da via Fogazzaro su via Cappuccina, per disincentivare spacciio e malaffare. Alternando i sensi unici tra via Fogazzaro e via Gozzi si creerebbe una circolarità più efficace con via Aleardi. Chiediamo anche l'istallazione di due telecamere di sorveglianza, una all'incrocio tra via Fogazzaro e via Aleardi, l'altra all'inizio di via Fogazzaro". Presenti anche i consiglieri comunali della Lista  Brugnaro, Maika Canton ed Enrico Gavagnin, che hanno presentato una interpellanza sulla situazione di degrado che si vive in zona: "Chiediamo videosorveglianza ed esercito", dichiarano.

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