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"Mestre sta morendo di degrado", i comitati scrivono al ministro Alfano

L'associazione di residenti che mette insieme tutti i gruppi sorti per difendere i quartieri della città chiedono a Roma l'istituzione di un reato apposito

Secondo loro il problema più grosso è la mancanza di leggi. Impotenti quelle che ci sono ad arginare accattoni e barbanera. Secondo il comitato Mestre Off Limits, che riunisce i vari gruppi locali sorti come funghi per difendere dalla microcriminalità e dalla malvivenza i diversi quartieri mestrini, servirebbe istituire una sorta di reato di "degrado cittadino", in grado di portare all'espulsione o all'allontanamento di chi lo commette.

Come riporta il Gazzettino, l'idea è stata esplicata anche in una lettera inviata al ministro dell'Interno Angelino Alfano, cui si chiede una presa di posizione e soprattutto attivismo su questo fronte. Perché a Mestre molte situazioni ormai sono al limite. Come in via Carducci, dove le panchine sono diventate punto di riferimento per sbandati e drogati. O nel parco pubblico di via Einaudi, in cui senzatetto e barbanera bivaccano giorno e notte facendo i propri bisogni all'aperto. Spaccio e sporcizia (oltre che barbanera) anche all'ex Umberto I e nel parco di villa Querini, oggetto periodicamente di fatti di cronaca che ruotano attorno a giri di stupefacenti.

Ma la lista potrebbe continuare con corso del Popolo, via Poerio (dove recentemente alcuni mendicanti molesti si erano accampati a due passi da piazza Ferretto) o la biblioteca Vez, dove l'amministrazione comunale ha deciso di installare i tornelli per evitare l'ingresso di chi invece dei libri cerca un luogo dove passare la giornata prima di tornare a dormire per strada.

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