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Rientra l'allarme sul mestrino disperso tra i monti: ha denunciato il furto della sua auto

G.B., 50enne di Chirignago, si è presentato nel commissariato di via Ca' Rossa e ha spiegato che la sua Fiat Idea l'aveva lasciata ad Agordo. E' stata trovata crivellata di colpi

Il commissariato di Mestre

Non è stato lui l'ultimo a guidare l'auto abbandonata e individuata giovedì nel territorio di Sedico, in provincia di Belluno. E di certo G.B., 50enne mestrino residente in zona Chirignago, non è disperso in montagna come invece si ipotizzava fino a poche ore fa. È stato lui stesso a presentarsi al commissariato di via Ca' Rossa a Mestre denunciando il furto della sua Fiat Idea e facendo quindi rientrare l'allarme sulla sua possibile scomparsa. Evidentemente il veicolo era stato condotto fino a lì da qualche altra persona, verosimilmente il ladro. Chi era in apprensione per il destino del mestrino, dunque, può tirare un sospiro di sollievo.

La macchina era stata rubata, secondo il racconto di G.B., nella notte tra mercoledì e giovedì, nel territorio di Agordo (Belluno): l'aveva parcheggiata verso mezzogiorno sulla statale Agordina prima di intraprendere un'escursione verso il rifugio Bianchet, in cui l'uomo ha passato la notte. Il giorno successivo, nel pomeriggio, tornato a valle, ha scoperto che il veicolo non c'era più. Sparito. A quel punto lo sfortunato escursionista ha chiamato il padre e si è fatto venire a prendere, dopodiché ha raggiunto la stazione dei carabinieri di Agordo ma l'ha trovata chiusa. Infine il viaggio di ritorno verso Mestre: all'altezza di Montebelluna l'ennesima chiamata al 112. Un operatore gli spiega di presentare denuncia di furto non appena giunto nel luogo di residenza. Cosa che G.B. farà la mattina seguente, decretando lo stop alle ricerche, ma non alle indagini.

Perché nel frattempo qualcuno aveva guidato l'auto fino a poco distante,  a Sedico, dove è stata trovata dalle forze dell'ordine nella giornata di giovedì crivellata di colpi. Si trovava in una zona piuttosto isolata, come se qualcuno avesse cercato di nasconderla. Che è successo? I militari dell'Arma stanno tentando di ricostruirlo. Erano quindi partite le ricerche del mestrino (dato per disperso), prolungatesi fino a tarda sera. A destare ulteriore preoccupazione il fatto che l'auto presentava il lunotto posteriore in frantumi. I carabinieri avevano individuato tre fori di proiettile ma nessuna traccia di sangue, il veicolo era chiuso a chiave. I ripetuti tentativi di contattare il disperso erano andati a vuoto. Sul posto si erano portati i vigili del fuoco, oltre ai carabinieri della compagnia di Belluno e del nucleo investigativo di Feltre. Finché c'è stata luce, e anche oltre, la zona (specie in località Sopracroda) è stata setacciata palmo a palmo. Ora resta il giallo sui motivi per cui l'auto sia finita proprio lì e sia stata raggiunta dagli spari. Ma è un giallo che con il Veneziano dovrebbe avere ben pochi collegamenti.

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