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Mercoledì, 10 Agosto 2022
Mestre Mestre Centro / Via Giosuè Carducci

Minacciata per aver parcheggiato vicino al degrado in via Carducci "Via Sernaglia? Tutto come prima"

Continua la riqualificazione in centro a Mestre. Ma sbandati e ubriachi giovedì mostrano il peggio di sé. Critiche invece da "Le Voci di via Piave"

Atti osceni, minacce, insulti. Il solito "menu" che alcuni individui che popolano via Carducci e altre zone alle prese con i noti problemi di degrado della città possono offrire. Stavolta a finire nel mirino di alcune decina di sbandati una donna "rea" di aver parcheggiato nella zona dove loro stavano bivaccando in via Carducci. Uno spettacolo avvenuto davanti agli occhi di chi, giovedì mattina, transitava in zona.

"E’ solo l’ennesima segnalazione, anche se particolarmente odiosa, a riprova che servono azioni urgenti anche su questo versante - dichiara l'assessore all'Ambiente Gianfranco Bettin, che mercoledì ha dato il "la" alla riorganizzazione degli spazi verdi dell'area - Il Comune studia e conosce da anni il fenomeno e quindi è in grado di fornire a chi di competenza le indicazioni precise su come e dove agire. Ci sono, in città, 400 soggetti che, su vari piani, rendono a volte invivibili le zone in cui si spostano e si piazzano. Una parte, un paio di un centinaia, sono sbandati o “clochard”, prevalentemente dell’est europeo (ma anche italiani), alcune decine sono i cosiddetti “barbanera”, altre decine sono senza fissa dimora di varia origine, vaganti tra parchi e zone periferiche, due o trecento sono invece personaggi legati ai reati e allo spaccio di strada (non sono certo i soli spacciatori, sono solo quelli “a cielo aperto”). Una parte di questi soggetti è recuperabile a percorsi di assistenza e prima integrazione, come molti altri già coinvolti positivamente. E’ evidente che una parte consistente, però, delinquenti a parte, o ha tempi diversi di coinvolgimento o non ha la minima intenzione di coinvolgersi. Su costoro, appunto alcune centinaia di soggetti, va concentrata l’iniziativa. Altrimenti continueremo a ripulire e a riqualificare inutilmente".

Il degrado "resiste" in via Sernaglia

Giovedì si è completato l'intervento di riqualificazione della via, tra piazzale Donatori di Sangue e via Piave, con la potatura o l'espianto delle siepi e l'eliminazione delle coperture in legno dei muretti di porfido (sotto le quali è stata rimossa una grande quantità di rifiuti).

LE CRITICHE - Al bando le siepi, dunque. Spazio a giardini "orizzontali" che non possano costituire rifugio per spacciatori e sbandati. Ma c'è chi non è d'accordo con questa impostazione di riforma dell'arredo urbano: "Siamo allibiti dallo stato in cui sono stati ridotti i giardini del centro civico di via Sernaglia - commenta Italo Trentin dell'associazione Le Voci di via Piave - Ci piacerebbe conoscere chi ha autorizzato un tale intervento decisamente insensato e distruttivo".

Nel mirino finisce il taglio delle siepi del parchetto vicino al centro civico. Diventato col tempo un luogo di rifugio per drogati, senzatetto e ubriachi. Ora, però, niente più arbusti. Nulla potrà essere nascosto alla vista. "Avevamo chiesto che le siepi venissero mantenute a un'altezza di poco più di un metro - sottolinea Trentin - Dopo che hanno tagliato sembra ci sia stato un bombardamento. E' stata scelta la strategia distruttiva, ma serviva anche salvare l'arredo urbano della città". In via Sernaglia, del resto, il picco di problematiche riguardanti sbandati e degrado sembra essere passato: "Merito della polizia - conclude Trentin - i frequenti passaggi hanno indotto la maggior parte di queste persone a spostarsi altrove. Ma gli altri resistono ancora e la presenza dei cartoni per terra è la dimostrazione che continuano a dormire a terra anche se non sono più nascosti".

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