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Il sottopasso di via Giustizia, luogo di spaccio

Il sottopasso di via Giustizia, luogo di spaccio

Guerra alla "nuova" eroina: «Otto morti, abbiamo responsabilità verso le famiglie»

Lo annunciano i carabinieri di Venezia, che accolgono Emanuele Leuzzi a capo del nucleo investigativo. È necessario fare luce su una piaga che a Mestre sta causando troppi decessi

Otto morti in poche settimane a causa di un nuovo tipo di eroina più potente e letale. Anche per questo i carabinieri di Venezia hanno intenzione di andare a fondo nei "giri" della droga di Mestre con l'obiettivo di debellare (o almeno indebolire) lo spaccio di una sostanza pericolosissima. "Ci sono otto persone morte che sono una profonda ferita - spiega il comandante provinciale Claudio Lunardo - Perché abbiamo una grande responsabilità di fronte alle loro famiglie".

Uno dei principali compiti affidati al maggiore Emanuele Leuzzi, appena arrivato in laguna come capo del nucleo investigativo, riguarda proprio il tema della droga. "È una priorità - continua Lunardo - da affrontare in collaborazione con gli uomini della compagnia di Mestre. Andiamo avanti con i servizi preventivi e modalità nuove di controllo del territorio, puntando sull'effetto sorpresa, mentre il maggiore Leuzzi si occuperà dell'ambito investigativo. Senza far passare in secondo piano sicurezza e antiterrorismo". Leuzzi, che prende le redini del reparto in questi giorni, arriva dopo aver operato in provincia di Piacenza.

Sul banco degli imputati c'è una partita di eroina più forte, spacciata soprattutto dai nigeriani che avrebbero rubato gran parte della piazza ai magrebini a Mestre. Nei giorni scorsi hanno perso la vita una 21enne e un 44enne. Un altro, 36enne, è stato trovato morto a Spinea. In tutti i casi collassati dopo aver assunto lo stupefacente. Le indagini sono ancora in corso, sia da parte dei carabinieri che della polizia. Si stanno attendendo i risultati tossicologici su alcuni grammi di "polvere" sequestrata dal nucleo radiomobile di Mestre nei giorni scorsi, per stabilire se si tratti proprio dell'eroina "killer" che ha riempito, purtroppo, le cronache dei giornali.

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