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Carabinieri in via Piave

Carabinieri in via Piave

Eroina, i luoghi dello spaccio e gli scambi a qualsiasi ora

Le aree preferite della banda di pusher arrestata ieri dai carabinieri: dal Castello alla Cipre

L'angolo tra via Giustizia e via Miranese, dove c'è la rotatoria, lo chiamavano «il castello». Era una delle zone preferite della banda di spacciatori tunisini di eroina sgominata lunedì mattina dai carabinieri di Mestre per incontrare i loro clienti, perchè si raggiungeva facilmente sia con i mezzi pubblici che in auto. E poi c'era «Cipre», diminutivo della Cipressina. Dal bar al sottopassaggio, fino anche qui alla rotatoria all'altezza dell'hotel Sirio. Anche questa era una delle zone favorite dai pusher che a qualsiasi ora del giorno scambiavano la droga con i loro clienti. 

Gli acquirenti, circa 120 quelli fissi di cui una ventina di minorenni, utilizzavano un linguaggio in codice con gli spacciatori. Li chiamavano, chiedevano un incontro e i pusher, a quel punto, chiedevano «Quanti siete?». Il numero di risposta dei clienti corrispondeva alle dosi che avrebbero acquistato. La banda di tunisini smantellata dai militari nelle ultime ore aveva dovuto scegliere altri luoghi di spaccio dopo essere stata «cacciata» dal quartiere Piave dai pusher nigeriani, che avevano preso il controllo del mercato e della zona. 

I tunisini, perciò, avevano individuato aree più distanti dalla stazione ferroviaria. Tra queste, oltre alla rotatoria dell'Amelia e a quella dell'hotel Sirio, c'erano una lavanderia tra via Gozzi e via Torino, i parcheggi dei supermercato in Corso del Popolo, una zona verde in via Rio Cimetto e altre zone vicine a chiese, come a quella di via Aleardi, e a scuole. 

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