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Pretende i soldi e fa esplodere il kebabaro con la benzina: giovane arrestato dopo la fuga

Nel mirino l'esercizio di via Piave a Mestre all'altezza di via Col di Lana. Un 23enne tunisino ha minacciato di morte i presenti poi ha cosparso il banco di benzina: "Un botto enorme"

Martedì pomeriggio il litigio che ha mandato in frantumi la vetrina del locale, nella notte un'esplosione dolosa, che non avrebbe avuto a che fare con l'episodio precedente. Di certo, però, il proprietario del kebabaro di via Piave vicino all'intersezione con via Col di Lana, nella notte tra martedì e mercoledì era sotto shock per la devastazione subita dal suo esercizio. Verso l'1.30 della notte di mercoledì all'interno c'è stata un'esplosione a causa della quale vetri e detriti sono finiti a diversi metri di distanza. Si tratta della conseguenza di una tentata estorsione da parte di un tunisino 23enne ora in carcere dopo essere stato trasportato all'ospedale per medicare le ustioni subite.

"Un boato enorme"

Testimoni hanno segnalato una grossa fiammata provenire dal negozio e poi è stato il caos. La deflagrazione si è udita anche a grande distanza ed è stato sottolineato in conferenza stampa come a causa dello scoppio l'edificio ha rischiato ripercussioni anche dal punto di vista statico, per fortuna scongiurate. All'interno dell'esercizio c'erano il gestore e il titolare, entrambi pachistani, strascichi dei danni subiti poche ore prima. Sono stati loro a raccontare gli attimi precedenti all'incendio: il presunto "attentatore", poi arrestato dopo una decina di minuti al termine di un complesso inseguimento a piedi che si è concluso in una corte interna di un palazzo poco distante, mentre si nascondeva tra due auto, si sarebbe presentato nel negozio verso l'1.30 della notte. Avrebbe subito iniziato a minacciare i presenti dichiarando di volere 2mila euro indietro. "Me li hanno rubati qui da voi, quindi voi siete i responsabili", sottolinea. Titolare e gestore cadono dalle nuvole. Non sanno nulla dell'episodio cui si riferisce l'intruso. La vicenda, però, degenera velocemente: il 23enne prende un coltello dalla zona del banco e minaccia la coppia di morte. A quel punto il gestore consegna gli 800 euro che aveva a disposizione. Non bastano. "Voglio tutti i 2mila euro", continua il malintenzionato. Decide di cospargere con una tanica di benzina il banco. Sono 4 o 5 litri e i vapori velocemente saturano l'ambiente. Scatta l'incendio: il proprietario esce e si mette in salvo in extremis, il gestore si ripara in qualche modo.

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Esplosione devastante

C'è l'esplosione devastante: la serratura della porta viene trovata vicino ai giardini antistanti, a più di una decina di metri di distanza. Ci fosse stato qualcuno vicino avrebbe riportato serie conseguenze. A due passi, però, ci sono pattuglie in borghese e in divisa della polizia locale in servizio antiprostituzione. Si avvicinano e una donna indica la direzione di fuga del sospetto, scappato a petto nudo. Ha ustioni alle mani e alla testa, ma ha anche energia da vendere. Corre a perdifiato, scavalca recinzioni e tenta di seminare le forze dell'ordine alle sue calcagna. Un agente della polizia locale riesce a tenergli testa, finché l'inseguimento non si conclude in una corte interna di un palazzo: il 23enne era rannicchiato tra due auto. In trappola.

Arresto per tentato omicidio

Il tunisino, conosciuto dalle forze dell'ordine per spaccio e altri piccoli reati, irregolare sul territorio nazionale e senza fissa dimora, è stato poi trasferito all'ospedale Dell'Angelo di Mestre dove è stato piantonato dai poliziotti. Le mani e la testa bendate. Dopo le cure del caso, è stato arrestato e condotto in carcere per tentato omicidio, incendio e tentata estorsione.

IL GIORNO PRIMA: LA LITE E LA VETRINA SFONDATA

L'INSEGUIMENTO

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Lite con vetrina sfondata nelle ore precedenti

I vigili del fuoco, cui è spettato il compito spegnere le fiamme e mettere in sicurezza la zona, hanno concluso l'intervento dopo 3 ore, impegnando 3 mezzi e 10 pompieri di Mestre per sanare il rogo che ha gravemente danneggiato l'attività. Il proprietario del negozio, nel giro di poche ore, suo malgrado, si sarebbe prima trovato la vetrina sfondata, poi il negozio ampiamente compromesso. L'esercizio è stato posto sotto sequestro dalla questura, per eventuali ulteriori accertamenti. Martedì pomeriggio durante una lite una persona è finita contro la vetrina del kebabaro mandandola in frantumi. Il ferito è stato medicato dal 118, ma l'aggressore vero e proprio in questo caso sarebbe ancora  in fuga.

Le testimonianze dei residenti

Dopo lo scoppio, diversi residenti sono scesi in strada per capire cosa fosse successo. "Ho sentito un grandissimo botto - ha spiegato un residente - Sono uscito come tutti e ho visto le fiamme. Poi ho chiamato le forze dell'ordine". Secondo l'uomo, il presunto incendiario sarebbe stato catturato dalle forze dell'ordine un'ora dopo l'episodio doloso ai danni del kebabaro. Gli ha fatto eco un'altra mestrina, che abita proprio al piano di sopra: "Il fumo entrava dalle finestre e siamo scesi in strada, abbiamo visto scene di devastazione. Pochi giorni fa proprio lì davanti c'erano i parlamentari, ma noi non possiamo vivere e lavorare così". Il proprietario sarebbe una persona a modo, conosciuto ed apprezzato nel quartiere. Chiamato da tutti come "il Pachistano": "È sempre gentile con tutti, un gran lavoratore. Anche lui si lamenta spesso di questa gente che si ubriaca e spesso non vuole pagare".

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