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Il magazzino dei pusher circondato dalla polizia, arresti ed espulsioni

Quattro volanti hanno accerchiato un edificio in via Trento a Mestre martedì mattina. Dentro ci abitavano abusivamente sette persone dedite allo spaccio

Il capannone diventa dimora dei pusher e centrale della droga: succede a pochi passi dalla stazione ferroviaria di Mestre, tra via Trento e via Piraghetto, dove sette persone, tutte tunisine, hanno approfittato di quell'area dismessa in una zona strategica per gestire i loro loschi affari. La polizia li ha scoperti martedì mattina, procedendo con due arresti e varie denunce in materia di spaccio di stupefacenti, oltre che per occupazione abusiva di edificio privato.

L'operazione ha inizio poco dopo le 9.30, quando un uomo viene visto dall'equipaggio di una volante della questura mentre scavalca una muretta laterale a via Trento. Dopodiché, sempre osservato a distanza, l'intruso si dirige verso un capannone dimesso all'interno della proprietà. A quel punto i poliziotti decidono di vederci chiaro: dopo aver fatto intervenire altre tre volanti per bloccare ogni eventuale via di fuga danno il via al blitz, entrano nel terreno e riescono a bloccare gli stranieri, rimasti senza via di scampo.

Gli intrusi vengono tutti identificati e perquisiti: uno di loro, 28enne, finisce in manette per essere stato trovato in possesso di 18 dosi di cocaina, un coltello e 400 euro in banconote di piccolo taglio. Sorte analoga per un altro, 24enne, risultato destinatario di un ordine di carcerazione per droga emesso dal tribunale di Modena. A un terzo, 30enne, trovato con 505 euro in banconote e tre boccette di metadone ingiustificate, tocca una denuncia per detenzione ai fini di spaccio. Un altro ancora risulta trasgressore all'obbligo di dimora a Favaro: per lui scatterà l'inasprimento della pena, che trattandosi di un senza fissa dimora dovrebbe portarlo in carcere. Agli altri tre, risultati "puliti", tocca la denuncia per invasione di terreni privati, oltre all'avvio della procedura di espulsione dal territorio italiano. Droga, soldi e coltello, invece, vengono sequestrati.

Nel capannone occupato gli agenti di polizia hanno trovato inoltre diversi giacigli, alcuni suppellettili e elementi di arredamento, oltre che coperte: dimostrazione che quel posto era divenuto di fatto la dimora dei malviventi, pronti a mettersi "al lavoro" probabilmente tra quelle zone di fiorente spaccio tra la stazione, via Piave e parco Piraghetto.

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