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Ex emeroteca di via Poerio a Mestre

Ex emeroteca di via Poerio a Mestre

Ex emeroteca, terza via all'abbattimento o al degrado: «Sede di attività culturali»

Tiene banco la discussione su questo spazio ancora vuoto nel cuore di di Mestre. Faccini: «Su questi spazi occorre una discussione seria in termini di fruibilità e sostenibilità economica»

L'ex emeroteca di via Poerio tiene banco nel dibattito sulle strutture rimaste vuote nel cuore di Mestre. Se ne discute da anni perché da tempo i bandi vengono disertati per quegli spazi, sia per il piano terra che per il soppalcato, e non è intenzione dell'amministrazione investire per destinare lo stabile.

«L’idea che si possa abbatterlo per valorizzare il Duomo e l’antica Scoletta (oggi Laurentianum) - scrive il consigliere comunale del gruppo Verde e Progressista Gianfranco Bettin - viene dalla constatazione che oggi ci troviamo concretamente di fronte a due sole ipotesi alternative alla demolizione: la privatizzazione o il suo abbandono al degrado (cosa in atto). Per decenni l’edificio è stato valorizzato come sede di cruciali attività civiche e culturali, subordinando a questo importante ruolo (e in mancanza, allora, di tanti altri spazi) la precedente scelta di acquisirlo per abbatterlo. La questione è ancora quella, dunque».

«Recuperare pienamente a funzioni civiche e culturali l’edificio, come abbiamo fatto per decenni, e restituirgli un ruolo nella vita cittadina è ben altro che privatizzarlo o lasciarlo al degrado. Su questa base la discussione può fare un vero e importante passo avanti. Si faccia un referendum, io sarò in campo per l'uso dell'ex emeroteca come Museo civico di Mestre», commenta il consigliere di municipalità di Mestre Carpenedo del gruppo "Per Mestre e per Venezia", Michele Boato.

Per Maria Laura Faccini, del comitato Progetto comune, che preferisce chiamare l'ex emeroteca "palazzo Poerio", «l'abbattimento non è da prevedere per un immobile che ha più di un secolo di storia ed è stato (e può tornare ad essere) luogo di associazione. In parte ristrutturato e in parte da sistemare, è davvero un bel palazzo ed è facile da raggiungere, vicino a piazza Ferretto - prosegue Faccini - Occorre una seria discussione riguardo a tutte queste strutture "ex", anche con le associazioni e tenendo presenti gli aspetti aggregativi e anche di sostenibilità economica. Il che non significa pensare a un terzo bando, dopo i due andati deserti, per farne luogo di ristorazione in questo momento storico. Potrebbe diventare, com'è stato detto, casa delle associazioni, Museo, emeroteca e sala studio, magari solo per una parte e contemperando le necessità economiche».

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