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Domenica, 14 Agosto 2022
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Ex Umberto I: «È ora di trasferire padiglioni, chiesa ed ex direzione sanitaria»

Il piano di Bettin: «Dare al Comune e ad Alì immobili e aree scoperte per il recupero. Realizzare la Casa della comunità al De Zottis, sale studio e luoghi d'incontro per universitari al Pozzan e proseguire ricerca e aggregazione all'ex Cup»

Preparare gli atti per trasferire al Comune e ad Alì, catena di supermercati del Padovano che si è aggiudicata le aree dell'ex Umberto I della Dng spa, fallita, quello che era compreso nell'atto notarile del 2017, per rendere attuabile il recupero dell'area: verde pubblico, aree a standard-urbanizzazione e gli immobili:

  • ex padiglione Pozzan
  • ex padiglione De Zottis
  • ex padiglione Cecchini
  • complesso della Casa delle suore
  • Chiesetta neogotica
  • ex direzione sanitaria in via Antonio da Mestre

Quindi realizzare nel padiglione De Zottis la nuova Casa della comunità di Mestre, in attuazione dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, utilizzare il padiglione Pozzan per creare sale studio, servizi e luoghi di incontro collegati all'università, e infine proseguire le attività di ricerca e aggregazione giovanile avviate all'interno dell'ex direzione sanitaria in via Antonio da Mestre. Sono i 4 punti del progetto di Gianfranco Bettin e Gianluca Trabucco, consiglieri comunali Verde Progressista, e di Tony Marra e Luciano Zennaro consiglieri Municipalità dello stesso gruppo. «Azioni che si possono attivare domattina, assieme a una riflessione più generale sul futuro dell'area», affermano, inviandoli a: sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, amministratore delegato Alì spa Giovanni Canella, direttore Ulss 3 Edgardo Contato, rettrice dell'Università di Ca’ Foscari Tiziana Lippiello, consiglieri comunali di Venezia, presidente della Municipalità di Mestre Carpenedo Raffaele Pasqualetto, consiglieri di Municipalità, comitato Umberto I Bene Comune, associazione Culturale Mestre Mia, laboratorio climatico Pandora e collettivo studentesco Ca’ Foscari Lisc.

Casa della comunità, struttura socio sanitaria integrata

«Al sindaco, Luigi Brugnaro, e ad Alì spa chiediamo di procedere alla stipula dell'atto di trasferimento al Comune dei padiglioni De Zottis, Pozzan, Cecchini, del complesso della Casa delle Suore, della Chiesetta Neogotica (fatti salvi tutti i diritti degli attuali utilizzatori), della ex direzione sanitaria in via Antonio da Mestre e di tutte le aree scoperte della planimetria contenuta nella determina dell'amministrazione comunale stessa. Al direttore dell'Ulss 3, Edgardo Contato, chiediamo di realizzare nel padiglione De Zottis la nuova Casa della comunità di Mestre in attuazione dal Pnrr», scrivono i consiglieri. La Casa della comunità sarebbe quindi la struttura di riferimento per la sanità di porssimità della terraferma, spiegano, con i servizi assistenziali e socio-sanitari intergrati. «Per l'area centrale di Mestre l'azienda sanitaria ha proposto di comprimere i futuri servizi nell'attuale sede distrettuale di via Cappuccina, con una spesa annunciata di 7.290.000 euro - affermano i consiglieri - Sede che, per quanto restaurabile dà un modesto incremento volumetrico, mentre in attuazione del decreto del ministro della Salute del 23 maggio 2022 Ulss 3 dovrà ad esempio raddoppiare il numero dei consultori famigliari nella terraferma veneziana per adeguarsi alla prescrizione di un consultorio ogni 20 mila abitanti».

Aule studio, luoghi di aggregazione e ricerca

C'è poi il progetto che riguarda il padiglione Pozzan. «Al sindaco e alla rettrice dell'Università di Ca’ Foscari, Tiziana Lippiello, proponiamo di stipulare una convenzione per l'utilizzo del padiglione, accogliendo la proposta formulata dal collettivo studentesco universitario Lisc per crearvi sale studio per gli studenti e servizi e luoghi di incontro collegati al mondo dell'università», continua il gruppo consiliare di opposizione, mentre al Comune e al Laboratorio Climatico Pandora suggerisce di stipulare una convenzione che consenta la prosecuzione delle attività di ricerca e aggregazione giovanile avviate all'interno dell'ex direzione sanitaria in via Antonio da Mestre. «Queste sono quattro “piccole” proposte concrete da attivare per iniziare a insediare persone e funzioni in una “porzione” del buco nero, ma non ci si può fermare qui - concludono - Il buco nero del centro di Mestre parte dall'ex ospedale Umberto I ma si estende alla stazione ferroviaria abbandonata di via Olimpia, alle “residenze” per senza tetto di via Sansovino, all'ex palazzo delle poste, al mercato ortofrutticolo di via Torino. Attivando un confronto con i comitati, le associazioni, i cittadini e le parti sociali e politiche, nel centro di Mestre al posto del buco nero si può realizzare un cuore verde e vitale».

Planimetria ex Umberto I-2

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