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Ex Umberto primo, il video della proposta di riqualificazione dell'area

Il masterplan di Canella, patron di Alì e proprietario. La presentazione con il sindaco. Il supermercato, il centro direzionale e le residenze di lusso sostenibile. Brugnaro: «Il privato può fare meglio del pubblico»

 

Il sindaco Luigi Brugnaro, in Municipio a Mestre, ha presentato lunedì mattina la proposta di riqualificazione dell'area ex Umberto I con il masterplan del patron della catena padovana dei supermercati Alì, Francesco Canella, che a luglio 2019 si è aggiudicato i 4 ettari di terreno, la gran parte, a un'asta fallimentare. Il sito, nel cuore della città, è rimasto inutilizzato dopo la dismissione. È stato comprato dalla Dng, società che poi è fallita restando in seguito una specie di "buco nero" con l'avanzare del degrado e l'abbandono, nonostante la vicinanza a piazza Ferretto, al centro culturale Candiani, al parco di villa Querini, al parco Einaudi, alla galleria Barcella, alla piscina comunale e ai centri sportivi. «Bisogna sconfiggere l'idea che sia il Comune a dover far tutto. In certi casi il privato fa meglio del pubblico e questo è un esempio - ha detto il sindaco - Anche la gestione di un'amministrazione se è fatta in termini aziendali, raggiunge l'obbiettivo dell'efficientamento, e si evitano gli sprechi. Non stiamo inaugurando tutto ora, prima delle elezioni, è che per far ele cose serve tempo - afferma - Ho scelto di governare per progettare e presentare i piani quando è già stato individuato il proprietario. Se così fosse stato per l'M9 ci sarebbero stati meno problemi. Con la presentazione di questo progetto da realizzare nel cuore di Mestre, si omaggia non solo la storia di un grande gruppo ma anche di tutto un territorio riportandolo, dopo anni di abbandono ed incuria, a un nuovo splendore». I lavori dovrebbero iniziare nel 2021.

Residenze (lusso sostenibile) e centro direzionale

Il parco è il baricentro attorno al quale graviteranno nuove e differenti funzioni per il recupero dell’area. Ferma è la decisione del Comune di conservare tutti i padiglioni esistenti dell’ex ospedale Umberto I che verranno recuperati e a cui verrà garantita nuova vita, «con una giustapposizione rispettosa tra nuovo ed esistente». Il masterplan prevede la realizzazione di un supermercato con una superficie di vendita di 2.500 metri quadri, un comparto residenziale di circa 15.000 metri quadri, sviluppato su cinque corpi con terrazzamenti verdi e una torre ad uso direzionale tra il padiglione De Zottis e il palazzo Donatello e poi un ampio parco e aree pedonali di circa 25.000 metri quadrati interamente fruibili dalla città. Le residenze (di lusso sostenibile, dice Brugnaro) si collocano vicino al fiume, non più elemento da nascondere, ma da valorizzare, creando spazi per percorsi ciclo pedonali, affacci, scorci e corridoi verdi di penetrazione verso la città. Gli edifici sono disposti considerando l’ombreggiamento reciproco, in modo proporzionato alle preesistenze. Il volume, viene spiegato, è stato ridotto rispetto alle previsioni dei piani urbanistici precedenti. Allo stato attuale il masterplan identifica dei volumi di massima, rimandando la definizione dell’architettura alle successive fasi di confronto con la città e in Consiglio comunale, dopo le elezioni.

Gli insediamenti antichi

 In questa superficie, circoscritta dal ramo delle Beccherie (nord) e più lontano dal ramo della Campana (sud) del fiume Marzenego, sorgeva il più antico nucleo di Mestre, Castelvecchio. Le tracce dei manufatti facenti parte degli antichi insediamenti oggi non sono più facilmente leggibili a causa della trasformazione urbana che, nei secoli, ha portato alla configurazione attuale dell’area. Il valore storico degli antichi insediamenti è comunque testimoniato da alcune reminiscenze, come il ponte in pietra del 1742. Da questa analisi storica nasce la proposta di indentificare con il nome Castelvecchio il nuovo masterplan e l’intero intervento. Il Committente, Alì e gruppo di progettazione hanno deciso per un concept progettuale in grado di rispettare la memoria dei luoghi e le aspettative della città.

Supermercato e parcheggi

Il nuovo supermercato si ispira alle geometrie dei magazzini veneziani, costituiti da navate con copertura a due falde, creando un volume dalle sembianze di un padiglione inserito in un parco urbano. L’ orientamento previsto consente di realizzare un’ampia copertura per dare risposta a una importante dotazione di impianti fotovoltaici sulle falde sud, seguendo i criteri di edilizia sostenibile. Viene previsto inoltre un miglioramento dell’assetto viabilistico di via Circonvallazione, caratterizzato da una rotatoria che garantirà la giusta velocità dei flussi e permetterà, contestualmente, l’accesso veicolare all’area, al parcheggio a raso di circa 150 stalli e a uno ipogeo per una dotazione complessiva di oltre 500 posti auto.

Percorsi pedonali

L’intera area sarà caratterizzata da ampi spazi percorribili a piedi in sicurezza, in quanto le auto sono indirizzate ai livelli inferiori. Si intende ripristinare il vecchio percorso di Castelvecchio, restaurando il ponte storico esistente sul Marzenego, ricreando un asse pedonale di collegamento tra la Chiesa della Natività e l’antica Casa delle Suore, passando per il nuovo parco urbano, fino a piazzale Candiani, per collegarsi quindi con piazza Ferretto.
Il fiume Marzenego costituirà inoltre l’occasione per creare nuovi collegamenti per itinerari naturalistici, opportunità per podisti o cicloturisti, i quali potranno percorrere gli argini del fiume partendo dal centro cittadino, passando per gli impianti sportivi di via Olimpia, per procedere quindi per Zelarino, fino a spingersi oltre i confini comunali. Il Masterplan costituirà il volano di ulteriori iniziative come il progetto per il parco fluviale del Marzenego. «Ringrazio il sindaco - ha detto Canella - per la collaborazione, molto importante per trovare il giusto equilibrio in un progetto così complesso e per poter ridare alla città di Mestre questa area centrale. Ci metteremo tutto il nostro impegno per realizzare un intervento di qualità nel rispetto dell’ambiente e dei principi di sostenibilità ambientale». Sulla riqualificazione è anche intervenuto Giovanni Salmistrari, presidente dei costruttori edili Ance di Venezia, «ci auguriamo che siano coinvolte le imprese locali che da quest'opera potrebbero trarre ossigeno per la propria attività. Positiva la valorizzazione della componente verde che caratterizza il progetto. L'occasione può essere propizia per sperimentare e applicare tecniche e soluzioni ecocompatibili, a basso impatto ambientale».

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