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Ex Umberto I, nuovo accordo tra Comune e Dng: ecco la mappa

Alla città i padiglioni "Pozzan", "De Zottis" e "Cecchini", l'ex distretto sanitario ed il complesso immobiliare, oltre a 16.000 metri quadrati

Passi avanti importanti per il recupero dell'area dell'ex ospedale Umberto I, nel centro di Mestre. La Dng Spa, proprietaria dell'area, attraverso il suo presidente, Marcello Carli, ha presentato ufficialmente lunedì pomeriggio al sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni, una proposta di protocollo d'intesa che prevede, in cambio della cessione al Comune di Venezia di circa 16.000 metri quadrati dell'area, una rimodulazione sia della quantità che della tipologia d'uso degli edifici da realizzare, rispetto al precedente accordo.? Presenti anche il vicesindaco, Sandro Simionato, e l'assessore comunale all'Urbanistica, Ezio Micelli.

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IL PROGETTO - Al Comune andrebbero in pratica gli ex padiglioni “Pozzan”, “De Zottis” e “Cecchini”, l'ex distretto sanitario ed il complesso immobiliare dell'ex “Casa Suore”, con la chiesetta neogotica, oltre ad un'area di quasi 16.000 metri quadrati, attorno agli argini del Marzenego, in cui potrà essere realizzato un grande parco. “È evidente che con la disponibilità di queste aree – ha sottolineato il sindaco – il Comune potrà continuare nella strada intrapresa di fare di Mestre una città sempre più bella, anche da un punto di vista ambientale. Il nuovo parco ci consentirebbe di valorizzare ulteriormente il corso d'acqua cittadino, nonché di rendere fruibile una zona, come quella vicina al ponte di Castelvecchio, importante anche storicamente. Il recupero ad uso pubblico degli immobili, ci darebbe invece la possibilità di spostare in centro uffici e servizi pubblici, come ad esempio la scuola Vecellio, col conseguente recupero di un ulteriore spazio verde pubblico, nell'area in cui essa ora sorge, al Parco Ponci”.

I COMMENTI - In cambio la Dng chiede un aumento di circa il 15% della cubatura inizialmente prevista, con la possibilità, inoltre, di aumentare quella riservata al commerciale (da 9.000 a 16.000 metri quadrati), rispetto a quella destinata ad edifici residenziali (inizialmente erano previsti 450 alloggi). “È una proposta – ha spiegato Orsoni – che ora dobbiamo portare al vaglio politico, sia della maggioranza che del consiglio comunale. Servono inoltre tre passaggi amministrativi: una variante al Prg per ridefinire le proporzioni d'uso (che spetta allo stesso consiglio comunale); una variante al piano di recupero (di competenza della giunta comunale) e, dopo l'approvazione del Pat, una ulteriore variante per dare il via libera anche ad una destinazione alberghiera, come richiesto dalla Dng. Spero che il tutto si possa fare nel minor tempo possibile”.

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